Da una parte sono nativi digitali, dall'altra hanno bisogno di essere orientati per "navigare" all'interno di una gran massa di informazioni. Sono gli studenti dell'era multimediale, non devono mai derogare rispetto a conoscenza e cultura ma che hanno voglia di spaziare e di viaggiare e di far viaggiare, anche solo con un click.

E proprio agli appassionati del settore della Digital Communication che si è rivolto un Master straordinario ideato dalla docente Susanna Pasticci. Un'occasione d'oro nel percorso del dipartimento letterario, che ha riscosso una grande attenzione da parte dei ragazzi.
Un "seme" di competenza digitale che porterà verso ben altri e imponenti traguardi. Perché insegnare e innovare è una vittoria. Questo lo spirito, questo l'obiettivo del master, questi i feedback dei partecipanti.

Si è conclusa la prima edizione del Master in Digital Communication. Qual è il bilancio di questa nuova avventura?
«Direi che il bilancio è molto positivo. Proprio qualche giorno fa - ha detto la docente Susanna Pasticci -  abbiamo messo online il sito del Master, progettato e realizzato dai nostri studenti e dalle nostre studentesse.
(https://masterdigitalcommunication.unicas.it/). Oltre a contenere informazioni sul Master, il sito racconta l'esperienza di questa prima edizione attraverso un blog e pagine dedicate ai corsisti, ai docenti, allo staff e alle aziende con cui abbiamo collaborato per i tirocini. I corsisti hanno lavorato a questo progetto con grande entusiasmo, mettendo a frutto tutte le competenze acquisite nel corso delle lezioni e imparando a lavorare in team. Un team eterogeneo e ricco di potenzialità, visto che quest'anno si sono iscritti al Master laureati in Lettere, Lingue, Graphic Design, Ingegneria e Scienze giuridiche. Non tutti i nostri corsisti si sono laureati all'Università di Cassino ma anche alla "Sapienza" di Roma, a "L'Orientale" di Napoli, all'Università di Siena e all'Accademia di Belle Arti di Frosinone. Penso che questa capacità di attrarre studenti provenienti da altri atenei possa essere interpretata come un'ulteriore conferma della validità del nostro progetto formativo».

Un master erogato totalmente online e in piena pandemia. Quali sono stati i momenti di difficoltà e le criticità maggiori a cui ha dovuto far fronte?
«Sì, quest'anno abbiamo lavorato solo online. In realtà il progetto del Master prevede una didattica digitale integrata, e cioè basata su un calibrato dosaggio tra lezioni in presenza e attività formative in rete.
Tuttavia, con l'aggravarsi della situazione pandemica abbiamo deciso di optare per una didattica interamente online. A posteriori posso dire che è stata una scelta lungimirante, perché ci ha messo al riparo da tutte quelle incertezze che negli ultimi mesi hanno condizionato la programmazione didattica di ogni scuola e università. D'altra parte un Master in comunicazione digitale si rivolge a persone che lavorano prevalentemente online, e dunque sapevamo in partenza che i nostri studenti e i nostri docenti non avrebbero avuto particolari problemi a interagire a distanza.

Con il supporto del professor Francesco Iacoviello, presidente del Centro per i servizi informatici e Referente per l'innovazione didattica, abbiamo messo a punto una strategia di lavoro particolarmente efficace.
Quando ci ha autorizzato a svolgere tutta la didattica online, il rettore Giovanni Betta ha posto una sola condizione: e cioè l'obbligo per tutti, docenti e studenti, di tenere sempre le telecamere accese. Può sembrare un dettaglio banale, ma non lo è. Abbiamo sperimentato tutti, in questi mesi, quanto sia frustante parlare davanti a uno schermo nero, con tante piccole icone inanimate.
Ma se tutti tengono sempre la telecamera accesa ci si può guardare negli occhi e avere un'interazione molto forte, per certi aspetti anche molto autentica. Seguendo questa indicazione del nostro Rettore, siamo sempre riusciti a lavorare in modo sereno e produttivo».

Al termine di questa prima edizione, guardando indietro, c'è stato qualche errore? Ci saranno le modifiche che verranno introdotte il prossimo anno?
«Non so se siano stati commessi degli errori. Quello che posso dire è che il bando per l'anno prossimo è stato già pubblicato, con scadenza al 30 settembre, e che il progetto formativo e il piano di studi del nuovo bando sono pressoché identici a quelli della prima edizione. Dopo un focus sul web marketing e su alcuni concetti chiave dell'innovazione digitale come la globalizzazione e la network society, il percorso formativo si concentra su tutte quelle tecniche operative che consentono di gestire la comunicazione in rete, dal web design al copywriting, dalla creazione e manipolazione di immagini digitali alla social media strategy. Per l'anno prossimo ci piacerebbe soprattutto incrementare i workshop con professionisti esterni.
Quest'anno a causa della pandemia abbiamo potuto organizzare solo due incontri online, ma moltiplicare le occasioni di contatto con aziende e professionisti della comunicazione è uno dei principali obiettivi che si siamo dati per la prossima edizione».

Il Master in"Digital Communication" ha rappresentato un'innovazione rispetto all'offerta formativa del Dipartimento di Lettere. Può essere interpretato come un processo di modernizzazione?
«Certamente. L'Università deve continuamente aggiornare la sua programmazione didattica, se vuol offrire ai suoi studenti dei percorsi formativi adeguati a un mondo del lavoro sempre più dinamico e in rapida evoluzione. Oggi c'è una grande richiesta di professionisti della comunicazione digitale, da parte di enti pubblici e aziende di qualunque settore.
Ma il profilo più richiesto dalle aziende non è quello di un tradizionale laureato in Scienze della comunicazione. Il Dipartimento di Lettere e Filosofia ha realizzato importanti progetti di ricerca nel campo delle Digital Humanities, e di conseguenza il direttore del Dipartimento professor Sebastiano Gentile ci ha chiesto di progettare un nuovo Master in comunicazione legato proprio all'innovazione digitale. Non esistono corsi analoghi in altre università. Lavorando a questo progetto ci siamo resi conto che il profilo di un operatore della comunicazione digitale richiede tante competenze diverse, che possono essere acquisite solo attraverso un percorso formativo interdisciplinare.
E dunque nel nostro Master insegnano docenti di tutti i dipartimenti dell'Università, insieme ad autorevoli professionisti che operano nel campo della comunicazione digitale».

Gli studenti di ieri e quelli di oggi. Quali le differenze?
«Insegno all'università da quasi vent'anni e ho avuto la possibilità di interagire con varie generazioni di studenti.
Ho l'impressione che, negli ultimi anni, siano diventati sempre più consapevoli, più informati, e dunque anche più attenti alla qualità dell'offerta didattica. Grazie alla tecnologia hanno accesso a tante informazioni, e spesso in rete possono facilmente trovare gran parte delle cose che potremmo insegnargli noi. Il compito dei docenti è diventato più difficile, perché oltre a trasmettere conoscenze e competenze dobbiamo soprattutto insegnare ai nostri studenti a interpretare questa grande massa di contenuti che possono trovare da soli online. Nel nostro Master lavoriamo molto su questi aspetti, perché siamo convinti che la comunicazione digitale può davvero incidere in modo determinante sul nostro futuro. Ma forse  - conclude  - non tutti sono consapevoli di quanto oggi le scelte e i comportamenti delle persone, e in particolare dei più giovani, siano condizionati dai meccanismi della rete e dal funzionamento dei suoi algoritmi».