Inseguimento e spari, cinque carabinieri condannati, accusati a vario titolo di falso e abusi. Si tratta di Antonio Moriconi, Loreto Bracaglia, Giancarlo Gatta, Massimiliano Bauco e Roberto Boccardi. Inflitti cinque anni ai due militari che erano in servizio nella Compagnia di Alatri, e quattro anni e sei mesi ai tre colleghi di Frosinone. I militari, tra i 50 e i 60 anni di età, sono finiti nei guai nel 2015, quando, stando alle accuse, inseguirono un'auto il cui conducente non si era fermato all'alt.

Accusati e denunciati proprio dalla persona che arrestarono, un uomo di Fontana Liri, difeso dall'avvocato Giuseppe Marino. La procura aveva chiesto sei anni per quattro di loro e tre anni e mezzo per il quinto.

La ricostruzione
Il fatto sarebbe accaduto una notte del 2015 nelle campagne tra Alatri e Veroli durante l'inseguimento di un'auto che non si era fermata all'alt. I carabinieri erano sulle tracce di una Mercedes, in fuga dal territorio di Monte San Giovanni, il cui conducente, un uomo di Fontana Liri, era stato poi arrestato.
Fermato dopo essere uscito di strada, aveva denunciato che contro di lui erano stati sparati dei colpi, una ventina, e che, dopo non essersi fermato una prima volta, aveva deciso di non fermarsi alla vista della mitraglietta. In più ha denunciato di aver subito delle percosse al momento dell'arresto e, qualche giorno dopo, si era fatto refertare all'ospedale "Santissima ma Trinità" di Sora.

Nella denuncia veniva fatto riferimento anche all'uso, da parte di un imputato, uno dei carabinieri di Alatri, di un'ascia per danneggiare l'auto del fermato e eliminare le tracce delle pallottole.
I carabinieri, difesi dagli avvocati Calogero Nobile, Marco Maietta, Enrico Pavia, Sandro Di Meo, Claudio Pizzotti. I carabinieri avevano sempre negato di aver sparato. Ieri la sentenza di condanna. Cinque anni inflitti a due militari che erano in servizio nella Compagnia di Alatri e quattro anni e sei mesi a tre colleghi di Frosinone.