C'è un aspetto sconfortante delle politiche turistiche sostenute dalle amministrazioni dei vari centri della Valle di Comino che pochi (se non nessuno) ha mai rilevato e additato agli interessati.

Ci riferiamo a quanto fatto per divulgare con l'opportuna cartellonistica stradale i gioielli storico-archeologici e culturali di cui il territorio è provvisto. Per non parlare della totale assenza di indicazioni stradali che riferiscono sulla viabilità da percorrere per raggiungere il Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (per leggere un'indicazione su come arrivarci bisogna uscire allo svincolo cassinate dell'autostrada, e dopo?).

«Scusi, per il Parco nazionale dove si passa?». Questa la domanda rivolta l'altra sera alle persone presenti in piazza da alcuni turisti giunti in camper nel centro storico di Atina: evidente il disorientamento di questi e lo scarso rispetto da chi ne invoca "la presenza".

Eppure, avevano percorso la superstrada Sora-Cassino che per oltre 18 chilometri (su 42) attraversa la Valle di Comino e che, per l'importanza che riveste nel panorama dei collegamenti nord-sud della dorsale italiana, dovrebbe essere costellata di pannelli e indicazioni turistiche che impreziosiscono i borghi degli undici comuni che la popolano.

In compenso nei cinque svincoli della superstrada nella Valle non mancano mai quelli per monasteri e santuari.
Solo per il Parco nazionale si vede uno spiraglio: anche se non direttamente. È l'associazione "Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio" a sopperire all'inerzia delle amministrazioni valligiane; l'associazione chiede al ministro alle infrastrutture e trasporti Enrico Giovannini che "dei 32 miliardi che il Recovery plan assegna a infrastrutture e trasporti, la metà dovrà essere investita in mobilità sostenibile" e, in particolare, "in vista del centenario del Pnalm, bisogna adeguare l'intera rete stradale con aree per la sosta temporanea dei turisti nei punti panoramici indicati dall'Ente parco, dotate di servizi d'informazione al turista e di promozione dell'area e dei suoi prodotti tipici". E alle altre presenze storiche e culturali chi ci pensa?