Fa discutere la decisione di Poste Italiane di rimodulare l'orario di apertura al pubblico dello sportello postale nel centro storico di Atina e negli altri dislocati nei piccoli centri della Valle di Comino.

La motivazione è legata alle ferie dei dipendenti che operano agli sportelli dove, spesso, ne sono in servizio uno o al massimo due. Per garantire la turnazione del personale, quindi, è stata deciso la chiusura a singhiozzo tra i vari uffici.

L'inconveniente è che la decisione di chiudere questo o quell'ufficio viene presa giorno per giorno. Capita così, come è successo giovedì scorso, che l'ufficio di Atina superiore sia rimasto chiuso senza che nessuno avvisasse i cittadini, come avvenuto pure il lunedì precedente quando lo stesso ufficio era chiuso per lavori.

Il sindaco di Atina, Adolfo Valente, ha chiesto spiegazioni a chi di dovere: «Alla domanda del perché l'ufficio postale di via Vittorio Emanuele fosse rimasto chiuso mi hanno risposto che non si tratta di prove di soppressione dello sportello, ma semplicemente di organizzazione interna per sopperire alla mancanza del personale che va in ferie. Sono in attesa di conoscere un calendario dei giorni di chiusura dell'ufficio postale così da poter avvisare la cittadinanza sul sito del Comune. Questa situazione andrà avanti fino al 31 agosto e non sarà facile gestirla se le chiusure si conosceranno la mattina stessa, quando ormai è tardi», si lamenta ancora il sindaco e con lui i cittadini del centro storico, costretti a migrazioni verso gli uffici postali limitrofi con la speranza di trovarli aperti.

Intanto si segnalano file e ritardi nell'espletamento delle operazioni negli uffici aperti e che, giocoforza, devono sopperire alla chiusura degli altri. E dire che lo sportello del centro storico serve anche il municipio, due banche e decine di esercizi commerciali e ricettivi.