Per otto anni ha sopportato in silenzio. Per la paura di perdere il posto di lavoro, per vergogna. Poi ha trovato il coraggio di dire basta, di non andare più al lavoro e di raccontare tutto, spinta anche da alcune amiche alle quali aveva confessato la vicenda di cui era vittima.

Ieri è arrivata la sentenza. Il suo ex datore di lavoro, titolare di una azienda della città gigliata, è stato condannato per violenza sessuale dopo due ore di camera di consiglio.

Inflitti a un settantenne di Ferentino tre anni e cinque mesi. Assolto, invece dal reati di maltrattamenti. Il pm Misiti aveva chiesto cinque anni. La vittima è una cinquantenne di Frosinone. I fatti risalgono al 2005, anno in cui l'uomo ha iniziato a corteggiare in modo esplicito la donna.

Da allora, secondo quanto raccontato ai giudici dalla vittima, che solo otto anni dopo ha sporto denuncia, dagli apprezzamenti verbali l'uomo è passato via via ad
atteggiamenti e comportamenti sempre più espliciti, pesanti, fino ad arrivare ai palpeggiamenti nelle parti intime della donna. Mani che, in molti casi, l'hanno
afferrata con forza, violenza. Esasperata, avvilita e stanca di tutto questo, a un certo punto la dipendente ha deciso di reagire: le amiche, alle quali aveva raccontato quegli anni terribili e dolorosi, le
hanno consigliato di registrare con il cellulare i dialoghi con il suo datore di lavoro nel momento in cui metteva in atto le molestie. Anche grazie a queste prove
si è arrivati alla condanna.

La donna è difesa dall'avvocato Lucio Marziale. La cinquantenne era stata anche licenziata. Non
era andata più al lavoro e diversi i certificati medici, fin quando non è arrivata la lettera di licenziamento. Nel corso del processo ha impugnato il licenziamento e
ha vinto in quanto ritenuto illegittimo. Ieri la condanna a tre anni e cinque mesi per il suo ex datore di lavoro.