Rispetto verso gli altri, rispetto verso la comunità.
Il sindaco di Coreno Ausonio Simone Costanzo interviene per lanciare un appello al buonsenso ma soprattutto alla tolleranza. A generare questa sua presa di posizione sono state le diverse segnalazioni arrivate in Comune.

Chiamate per segnalare schiamazzi notturni da parte di giovanissimi. Ed è proprio da queste chiamate che parte l'intervento di Costanzo. «Dobbiamo trovare un giusto equilibrio fra il sacrosanto diritto alla quiete pubblica e l'altrettanto valido diritto allo svago, dopo un anno difficile per tutti – ha affermato - Ci vuole buonsenso ed educazione e pertanto mi permetto di chiederlo in primis alle famiglie di quelle ragazze o di quei ragazzi , spesso minorenni, che all'una, alle due, alle tre e anche oltre, invece di riposare nelle loro case, stazionano in luoghi pubblici, schiamazzando, lordando e, a volte, vandalizzando i medesimi luoghi.

Teniamo sempre presenti, pur divertendoci, un minimo di regole, elementari come lo gettare carta, plastica, mascherine e rifiuti nei cestini. Lo strumento migliore, a disposizione, per trovare l'equilibrio è quello dell'educazione con dedizione e pazienza, fin dalla più tenera età dei pargoletti. Ciò che evidentemente, per fortuna non in tutte, ma comunque in troppe famiglie è venuto a mancare.

Costringere l'amministrazione pubblica a spendere denaro pubblico per recintare giardini, togliere panchine o comunque a eliminare tutto ciò che può essere piacevole per evitare il riunirsi, impedendo a tutti l'accesso, non può essere la soluzione. Perché ci sarà sempre un'altra area verde da chiudere, un'altra panchina da togliere, un'altra telecamera da posizionare».

Il primo cittadino sottolinea come sia le «amministrazioni che le forze dell'ordine non devono cessare di perseguire il mantenimento della sicurezza e della quiete pubblica, ma se i genitori abdicano al loro ruolo, è finita. Nessun agente, nessun carabiniere, nessun sindaco risolverà il problema perché nessuno di loro è importante quanto un genitore e nessuno di loro può coprire tutto il territorio e a tutte le ore. Quelle del padre e della madre sono le prime autorità. Da qui ci si conforma. Abbiamo bisogno di ristabilire il valore del rispetto in generale e nel particolare. Allora vogliamoci un po' più bene tutti».

In chiusura l'appello a tutta la comunità: «Chi non ha figli sia più paziente con i figli degli altri, ma chi ha figli torni a occuparsi di loro e a fare il genitore.
Siamo una grande comunità dimostriamolo ancora una volta tenendo insieme le esigenze di tutti».