Un processo lungo ben nove anni, con oltre una dozzina di udienze, per difendersi da un'accusa terribile per un pubblico ufficiale che ricopre con grande professionalità e serietà il suo incarico: quella di peculato.

E a sostenere, elementi di prova alla mano, che il comandante dei vigili urbani di Cassino non c'entrava nulla è stato per tutti questi anni l'avvocato Giampiero Vellucci. La scorsa settimana la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.

E la «fine di un incubo», come sottolineato dal comandante. I fatti contestati risalgono al periodo in cui il dottor Nunziata guidava Albano, fino al 2015-2016.
All'alto funzionario era stato contestato un uso irregolare delle auto di servizio e di alta rappresentanza (parco macchine di Albano) utilizzate per l'accusa mossa dal capo della procura di Velletri, Paoletti per fini privati.

Nel corso del processo l'alto funzionario, difeso dall'avvocato Vellucci, è riuscito a dimostrare che le segnalazioni giunte in procura fossero dovute a «una faida interna, soprattutto con alcuni subalterni con i quali per ragioni di servizio era entrato in contrasto».

Gli agenti di Albano sono stati ascoltati in dibattimento, smentendo ogni accusa e ribadendo che il dottor Nunziata abbia utilizzato solo in due occasioni (per maltempo e per la rottura della sua auto) il mezzo della Municipale. Circostanze peraltro sin da subito riferite al giudice. Appostamenti e intercettazioni hanno convalidato quanto riferito dal comandante: assolto.