Rosino Pontarelli, parroco per oltre 50 anni delle comunità di Vallerotonda e di Cerreto. Una vera e propria istituzione per il centro montano dove la vita scorre seguendo altri ritmi. Un punto di riferimento, un presidio della fede, un ristoro per l'anima, un "pastore" per due generazioni di abitanti.

Ieri l'ultimo saluto a Vallemaio paese natio. E il sindaco Giovanni Di Meo ha voluto scrivere un suo ricordo: «Caro monsignor Rosino, è mio dovere ricordare la tua opera di sacerdote e cittadino che si è inserita incisivamente e indissolubilmente nell'arco di oltre 50 anni nella vita e nel cammino delle comunità di Vallerotonda e di Cerreto. Non ci sono parole per ringraziarti per l'opera preziosa e per il ruolo che hai saputo svolgere tra tutti noi, dedicandoci ciò che di più prezioso un uomo possiede: la propria vita e la sua stessa esistenza finché la tua salute te lo ha permesso.
Hai attraversato la vita e la crescita spirituale di generazioni del Comune di Vallerotonda, sì che in te hanno trovato una guida, un maestro, ma soprattutto un amico. Un donarsi e un darsi interamente agli altri, senza mai un'esitazione, senza mai una pausa o un ripensamento. Personalmente, per me sei stato un compagno di viaggio molto prezioso, un uomo e un sacerdote su cui ho potuto sempre contare per costruire interventi sociali e culturali.

Sin da bambino sono stato sempre colpito dalla tua immensa cultura, ero capace di stare lì ad ascoltarti per ore, soprattutto quando ti concedevi qualche ora di svago con mio padre e altri amici ed inevitabilmente finivate a parlare di cucina. Sì, perché tra le tante tue qualità eri anche un ottimo cuoco. Un ricordo di te testardo, tenace, e a volte anche duro, ma con un grande cuore. Sei stato un esempio e un maestro di vita, richiamando tutti noi, ognuno nei propri ruoli, all'impegno, alla correttezza e alla lealtà. A nome mio e di tutta la comunità che mi onoro di rappresentare e servire, ti saluto e ti ringrazio per la testimonianza di amore che ci hai donato».

Toccanti anche le parole che da lontano ha voluto inviare don Emanuele, parroco delle Comunità di Vallerotonda e di Cerreto. «Sono stato raggiunto dalla triste notizia mentre mi trovo a casa, in Congo, e l'impossibilità di essere presente mi rattrista profondamente. Non ho avuto modo di conoscerti bene ma la testimonianza dei tuoi parrocchiani è eloquente.
Hai lasciato un segno indelebile nei loro cuori, sei stato vero pastore nella vigna del Signore. Sii nostra amorevole guida dalla casa del Signore».