Spaccio di droga in via Bellini, quattordici condanne e due assoluzioni. L'udienza si è svolta ieri a Roma, essendo materia di competenza della direzione distrettuale antimafia, nell'aula bunker di Rebibbia. Per colui che è stato considerato il capo dell'associazione, l'albanese Andrea "Sandro"Kercanaj, il giudice Alessandro Arturi ha inflitto una pena di due anni, da aggiungere ai quattro in continuazione con la vecchia sentenza dell'operazione "Bellini 1". I pm Simona Marazza e Rossella Ricca (quest'ultima della procura di Frosinone) avevano chiesto 20 anni per Kercanaj, difeso dall'avvocato Masecchia.

Tre anni e otto mesi, invece, per Simona Paniccia, frusinate (per lei i pm avevano chiesto 16 anni e mezzo); cinque anni inflitti a Stefano Chiari, frusinate (per lui erano stati chiesti 11 anni e tre mesi). Un anno, invece, in continuazione con la vecchia sentenza di tre anni, a fronte dei 14 anni e mezzo che erano stati richiesti, per l'albanese Orgest Mansi; mentre al frusinate Claudio Gargano sono stati inflitti 2 anni e sei mesi (erano stati chiesti 11 anni e 3 mesi). Due anni per Alfredo Lauretti (a fronte di dieci); poi 2 anni e 8 mesi per Alessandro Ardovini di Frosinone (i pm avevano chiesto 9 anni e 3 mesi); stessa richiesta per il frusinate Domenico Paniccia, ma per lui una pena di un anno.

Un anno anche a Leandro Cupido a fronte degli 11 anni e 3 mesi richiesti; 2 anni per il romeno Miliard Durac (i pm avevano chiesto per lui 11 anni e 3 mesi). Un anno e sei mesi, inflitti, a Sonia Troise a fronte dei 10 richiesti; 5 anni e 8 mesi per Claudio Sarli di Piglio (i pm ne avevano chiesti 6); 2 anni per Eros Quilli di Alatri, a fronte degli 11 anni e 3 mesi richiesti, e 1 anno a Omar Ben M'Sallem. Assolta, invece, e scarcerata (stava scontando i domiciliari) Roberta Paniccia sorella di Simona. Per lei, difesa dall'avvocato Masecchia, erano stati chiesti 10 anni. Assolto anche Giuseppe Paniccia, anche lui del capoluogo, difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli. I pm avevano chiesto 9 anni e 3 mesi. Tutti erano stati accusati di associazione a delinquere per aver creato «una struttura organizzata con diversità di ruoli e funzioni» per commettere «reati di acquisto, trasporto, detenzione e cessione illecita di cocaina, hashish e marijuana con base operativa» in via Bellini 4.

Lì, secondo quanto raccolto dalla squadra mobile, diretta dal commissario capo Flavio Genovesi, garantivano la cessione della droga «ad un numero indeterminato di clienti mediante la predisposizione di turni h 24». Altro capitolo riguarda lo spaccio «all'interno della casa circondariale di Frosinone» dove sostiene l'accusa «introducevano con continuità sostanza stupefacente a sua volta destinata ad essere ceduta ai detenuti e ciò grazie al contributo stabile sino al suo arresto dell'agente di polizia penitenziaria Sarli e, successivamente, di Troise, compagna di Quilli, ivi detenuto». Per questo processo Mansi e Kercanaj hanno ottenuto i domiciliari, anche se sono entrambi in carcere per altri reati. Paniccia Simona e Stefano Chiari sono ai domiciliari e sono stati condannati anche per il reato di corruzione continuata del poliziotto penitenziario Sarli. Nel pool degli avvocati Tony Ceccarelli, Franco Collalti, Angelo Pincivero, Marino Iacovacci, Riccardo Masecchia, Alessandro De Federicis, Giampiero Vellucci, Marco Maietta e Simonetta Galantucci.