Tre nuovi contagi su 547 tamponi effettuati. Per un tasso di positività pari a 0,54%. I numeri restano bassi nella settantunesima settimana dall'inizio della pandemia. Dal primo caso del due marzo 2020 sono trascorsi 492 giorni. La mappa: 2 contagi ad Atina, 1 a Casalvieri. Si contano pure 6 negativizzati, persone che cioè hanno superato la malattia. Anche ieri zero decessi: per la tredicesima volta consecutiva. Negli ultimi ventotto giorni (quattro settimane) solo una vittima per Covid.
Il trend
Dicevamo che siamo nella settantunesima settimana: 0 casi il cinque luglio, 3 il sei. Per una media di 1,5. A conferma della caduta della curva. Né a maggio né a giugno, e neppure a luglio, il numero quotidiano dei nuovi contagiati è andato in tripla cifra. La settantesima settimana era andata così: 2 casi il ventotto giugno, 0 il ventinove, 4 il trenta, 3 il primo luglio, 4 il due, 3 il tre, 4 il quattro luglio. Per un totale quindi di 20 contagi e una media giornaliera di 2,85. La sessantanovesima: 1 caso il ventuno giugno, 4 il ventidue, 4 il ventitré, 3 il ventiquattro, 4 il venticinque, 6 il ventisei, 4 il ventisette. In tutto 26 contagi, per una media di 3,7. Il calo è costante. Come dimostrano le medie giornaliere delle ultime settimane: 125,85 nella cinquantasettesima, 96,42 nella cinquantottesima, 74,85 nella cinquantanovesima, 74,28 nella sessantesima, 58,71 nella sessantunesima, 56,42 nella sessantaduesima, 41,14 nella sessantatreesima, 26 nella sessantaquattresima.

E 16,28 nella sessantacinquesima, 8 nella sessantaseiesima, 9,71 nella sessantasettesima, 6,28 nella sessantottesima, 3,7 la sessantanovesima, 2,85 la settantentesima. Finora nella settantunesima siamo a 1,5. Poi ci sono le medie mensili dei contagi, altrettanto significative: 13,8 casi al giorno a marzo 2020, 7,63 ad aprile, 0,83 a maggio, 0,46 a giugno, 0,35 a luglio, 5,16 ad agosto, 7,43 a settembre, 113,8 a ottobre, quando i nuovi casi sono stati 3.528. Poi il boom a novembre, con 6.588 contagiati. Per una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. A dicembre 3.468 contagi, per una media giornaliera di 111,87. A gennaio i contagi in totale sono stati 3.144, per una media di 101,42. A febbraio 3.526 nuovi casi, per una media giornaliera di 125,92. A marzo 2021 i contagi sono stati 6.063, per una media quotidiana di 195,58. Ad aprile 2.612 casi. Per una media di 87,06. Per quanto riguarda il mese di maggio, 1.056 nuovi casi. Per una media di 34,06 ogni ventiquattro ore. A giugno 189 casi. Per una media di 6,3 ogni ventiquattro ore. A luglio finora 17 casi in sei giorni. Per una media di 2,83. Quindi c'è la curva dei decessi. Questo l'andamento completo: 25 morti per Covid a marzo 2020, 23 ad aprile, 2 a maggio, 8 a giugno, poi 0 sia a luglio che ad agosto, 1 a settembre, 9 ad ottobre. Quindi l'impennata: 100 a novembre, 98 a dicembre, 73 a gennaio 2021, 73 a febbraio, 100 a marzo, 103 ad aprile. Poi la discesa: 34 a maggio e 5 a giugno. A luglio finora non si sono registrati decessi.

La profilassi
È il fronte più caldo, anche in provincia di Frosinone. Dove i numeri continuano ad essere imponenti e la Asl allarga il campo. In provincia di Frosinone sono state somministrate 372.463 dosi di vaccino e 147.098 persone hanno completato il ciclo. O con le due dosi (Pfizer, Moderna, Astrazeneca) o con il monodose Johnson & Johnson. La popolazione target al momento è di 410.000 unità. Al momento perché l'Azienda Sanitaria sta procedendo a tappeto e potrebbero esserci quindi degli aggiornamenti su questo versante. Intanto comunque il 90,8% dei ciociari ha ricevuto almeno una dose. Mentre il 35,87% due. Poi ci sono 189.174 prenotazioni. Nella prima mattinata di ieri le dosi iniettate in provincia di Frosinone avevano raggiunto quota 369.214: 202.104 somministrate a donne, 167.110 a uomini. Questa la suddivisione per fascia d'età: 2.755 dosi somministrate a ragazzi fino a 16 anni di età, 5.587 a persone dai 16 ai 19 anni, 12.459 per la fascia 20-29 anni. Poi: 26.159 somministrazioni nella fascia 30-39 anni, 48.602 in quella 40-49 anni, 65.313 in quella 50-59 anni, 71.465 a persone di età compresa dai 60 ai 69 anni. Infine: 75.698 nella fascia 70-79 anni, 49.451 in quella 80-89 anni, 11.725 a persone di oltre 90 anni.

Le strategie della Asl
Pierpaola D'Alessandro, direttrice generale dell'Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, ha dettato la linea sui social media. Così: «Dobbiamo correre più delle varianti di questo maledetto virus: l'attivazione dei 5 punti di somministrazione per vaccino monodose Janssen nell'intero territorio aziendale ci permettono di accelerare i tempi di immunizzazione e di raggiungere più rapidamente l'immunità di gregge». I punti sono: l'ospedale di Frosinone, il presidio sanitario di Anagni, la casa di cura Villa Gioia di Sora, la casa di cura Sant'Anna di Cassino, la casa della Salute di Atina. Nei giorni scorsi, presso la sede della Caritas sono state vaccinate, da operatori della Asl, persone senza fissa dimora. Adesso però questo tipo di operazione diventerà sistematica. Partiranno vaccinazioni per tutti gli stranieri e le fasce fragili senza fissa dimora. Un'operazione che la Asl sta organizzando in collaborazione con la Caritas e con le tre Diocesi.

Partiranno quindi le operazioni in camper. L'obiettivo è quello di arrivare nei paesi più lontani per "scovare" i non vaccinati. I prossimi dieci giorni saranno decisivi. Ha detto Pierpaola D'Alessandro: «Proviamo a fare l'ultimo miglio, il più difficile». Oltre alla campagna di vaccinazione si sta pensando anche al tracciamento. L'idea è quella di poter effettuare tamponi pure ai giovani che partecipano alla movida nei vari Comuni. Fino a questo momento in provincia di Frosinone non sono stati riscontrati casi di variante Delta, ma le uniche rilevazioni ufficiali fanno riferimento ai 3 casi sequenziati dallo Spallanzani il 21 e 22 giugno scorso. I tamponi positivi inviati dalla Ciociaria negli ospedali romani che si stanno occupando di questo aspetto sono 163. La strategia della manager Pierpaola D'Alessandro è chiara: accelerare sul versante delle vaccinazioni e del tracciamento in questo momento, visto che i numeri sono bassi. In ogni caso nel Lazio la variante Delta è passata dal 3,4% del 18 maggio al 34,9% del 22 giugno.

Ad agosto sarà prevalente, come ha detto Alessio D'Amato. Sempre l'assessore regionale alla sanità ha fissato all'8 agosto il raggiungimento dell'immunità di gregge nel Lazio. Ha rilevato D'Amato: «Nella seconda settimana di luglio avremo vaccinato, con la doppia dose, il 60 per cento dei cittadini laziali che hanno più di 12 anni. L'8 agosto saremo al 70 per cento, la percentuale indicata come immunità di comunità. Ed entro la fine di luglio vedremo il traguardo di zero nuovi casi nel Lazio per Covid».

La linea del Lazio
L'Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio ha sottolineato lunedì: «Sono disponibili 28.000 dosi, di cui 14.000 Pfizer, 3.500 Moderna e 10.700 Johnson & Johnson per le prime prenotazioni di chi ancora non ha iniziato il percorso vaccinale. In particolare, su Roma città, sono disponibili 12.000 dosi, il resto nelle province. La disponibilità di AstraZeneca è garantita per la copertura delle seconde somministrazioni». Per quanto riguarda la campagna di profilassi, il Lazio continua a puntare su 4 vaccini: Pfizer e Moderna, ma anche Astrazeneca e J&J. Lo stesso D'Amato ha più volte ribadito di aver anticipato i richiami perché «solo il completamento del percorso protegge dalla variante Delta». I richiami sono a 21 giorni con Pfizer, a 28 con Moderna, a 55 con Astrazeneca. La Regione Lazio ha effettuato scelte autonome sulla campagna vaccinale. Per Alessio D'Amato la priorità in questo momento è quella di restringere al massimo gli spazi per la diffusione della variante Delta.