Maxi risarcimento per agli eredi di una signora di 69 anni residente in un Comune della Valle dei Santi: circa 400.000 euro per un caso di presunta malasanità. «A seguito di una patologia che richiedeva un trattamento di chirurgia, nel luglio del 2019 la signora viene ricoverata in una importante struttura romana per essere sottoposta all'intervento» spiega l'avvocato che ha rappresentato la famiglia in questo lungo percorso, l'avvocato Roberto D'Auria.

Durante l'intervento, però, si sarebbero verificate delle complicanze alle quali i medici avrebbero risposto chiedendo anche una ulteriore consulenza chirurgica. Qualcosa, comunque, non sarebbe andata per il verso giusto e dopo una decina di giorni dall'operazione, la signora sempre ricoverata avrebbe iniziato ad avvertite disturbi e dolori addominali e febbre. «Nonostante la sintomatologia importante solo cinque giorni dopo viene effettuata una tac che, pur già indicativa di una complicanza inatto, veniva giudicata dall'equipe chirurgica, nella norma» continua la difesa.

Sta di fatto che l'ulteriore aggravamento dei parametri vitali della paziente avrebbe portato alla ripetizione dell'esame. Le condizioni della signora sarebbero, però, nel frattempo peggiorate progressivamente provocandone purtroppo il decesso, avvenuto a circa un mese dal ricovero.

La decisione
Dopo un circa un anno, la famiglia si è rivolta all'avvocato Roberto D'Auria che insieme a consulenti di sua fiducia ha posto in essere una serie di attività volte a individuare le presunte responsabilità a carico della struttura ospedaliera romana: fondamentale in tal senso è stato l'accertamento tecnico-preventivo. Le motivazioni nel ricorso presentato al tribunale di Roma per l'accertamento tecnico preventivo delle ricercate responsabilità, sarebbero infatti corrisposte alle valutazioni dei due periti nominati dal giudice (chirurgo e medico legale), in perfetto d'accordo con la versione prospettata dall'avvocato D'Auria, sulla responsabilità medica di tutti gli operatori coinvolti.

Il legale ha quindi citato in giudizio davanti al tribunale di Roma la struttura sanitaria, i cui vertici e la loro compagnia di assicurazione hanno ritenuto di evitare il giudizio, optando per il maxi risarcimento agli eredi.