Barriere antirumore sul tratto dell'A1 che attraversa il centro urbano, «il Comune è come Ponzio Pilato: scrive una lettera e se ne lava le mani».
Ad accusare l'Amministrazione comunale di immobilismo e superficialità è il consigliere del gruppo "Uniti per Ceprano" Marco Colucci, che replica all'assessore all'Ambiente Elisa Guerriero, rilevando un'azione inadeguata ai concreti rischi rappresentati dall'assenza totale di barriere tra l'autostrada e le abitazioni lungo via Alfieri.

«Il Comune di Ceprano convochi la Società Autostrade con urgenza - incalza Colucci - innanzitutto per motivi di pubblica sicurezza e poi per salvaguardare il benessere dei cittadini. L'assenza delle barriere antirumore in via Alfieri rappresenta un serio pericolo, oltre a non garantire la tutela dei residenti in termini di inquinamento acustico. Se l'invio di una lettera alla Società Autostrade, come ha fatto il Comune stando a quanto dichiarato dall'assessore all'Ambiente, è risultato inefficace poichè non ha prodotto risultati concreti, bisogna intervenire e convocare i responsabili prima che si verifichino fatti irreparabili.

Una comunicazione epistolare non esenta il Comune dalle responsabilità - afferma consigliere di minoranza - perchè se esiste una situazione effettiva di alto rischio, oltre a scrivere, bisogna convocare con urgenza i responsabili e battere i pugni sul tavolo affinchè i pannelli fonoassorbenti vengano ripristinati su via Alfieri e garantita una barriera con l'A1 che impedisca l'accesso all'autostrada e blocchi la diffusione dei rumori. La Guerriero è Cacciarella - prosegue Colucci - continuano a citare il passato, basta. Oggi il passato sono loro, non possono liquidare il territorio con una lettera, pensando di aver fatto il proprio dovere!

Se esiste un problema di sicurezza e le comunicazioni non producono effetto, bisogna agire. I cittadini sono stanchi di chiedere il dovuto. Certe segnalazioni non dovrebbero neppure esser fatte e se incolumità e salute sono a rischio, non ci sono lettere che giustificano chi dovrebbe fare ben altro». Quindi conclude: «Basta con i sermoni e la demagogia, piuttosto risolvano i problemi, non a chiacchiere, con i fatti».