Operazione Maschera, via all'udienza preliminare per il processo sui codici a specchio. Ieri a Roma davanti al gup Nicolò Marino e al pubblico ministero Alberto Galanti il procedimento è stato distinto. Da una parte il procedimento con tutti gli imputati per i quali la notifica è andata a buon fine, dall'altro quello a carico di alcuni di essi (Mauro Vicano, Cesare Augusto Fardelli e Roberto Suppressa) più tre comuni indicati tra le parti offese (Patrica, Sant'Apolinare e Sora) per i quali la notifica non si è perfezionata. Il gup ha stralciato queste ultime posizioni in attesa di riunirle nella prossima udienza del 3 novembre.

L'udienza è così servita per consentire agli enti di presentare la costituzione di parte civile. Si tratta della Regione Lazio, dei Comuni di Frosinone (che chiede 1,5 milioni di danno ai vecchi amministratori Saf su un danno complessivo, ipotizzato dalla procura per tutti i comuni appartenenti alla Saf, di poco meno di 6 milioni), Atina, Cassino, Cervaro, Colfelice, Colle San Magno, Isola del Liri, Fontechiari, Pontecorvo, Posta Fibreno e Roccasecca. In più hanno presentato richiesta di costituzione il comitato civico Free Monte di Monte San Giovanni Campano nonché il suo presidente come singolo cittadino come azione popolare e tre consiglieri (Tarquini, Maggi e Costantini) di Alatri sempre come azione popolare stante il mancato intervento dell'ente.

Il 3 novembre saranno esaminate le costituzioni di parte civile e si procederà con l'inizio della discussione. Nel frattempo il pubblico ministero Galanti ha presentato una memoria integrativa.
L'operazione sui "codici a specchio" del gennaio 2017 aveva portato al sequestro di dieci impianti di trattamento tra Frosinone e Latina. Il caso era approdato davanti alla Corte di giustizia europea per chiarire l'interpretazione della norma sulla classificazione dei rifiuti con i codici a specchio.
Davanti al gup ci sono 31 persone più 11 società tra gestori di discariche, di imprese di raccolta e di produzione di rifiuti nonché di analisi chimiche dei rifiuti.

Tra le persone fisiche ci sono Aldo Giovenchi, Anna Claudia Grimaldi, Serena Zompanti, Valter Lozza, Felice Rea, Fernando Maurizi, Giancarlo Panetta, Fabio Cellucci, Antonino Di Folco, Giancarlo Bernardini, Fernando Conti, Stefano Sciolette, Milena Margarella, Alfonso Verlezza, Riccardo Traversa, Irene Cocco, Giovanni Ferone, Marco e Enrico Arduini, Francesco Rando, Carmelina Scaglione, Bruno e Rosettano Navarra, Ottaviano Sabellico, Francesco Rizzi, Antonio Giuliano, Rocco Furia, Cesare Augusto Fardelli, Mauro Vicano e Roberto Suppressa. Per le società ci sono Mad, Saf, Refecta, Se.In, Ferone, Industriale Meridionale, E. Giovi, Teco.Gea, Dsi servizi industriali, Vetreco e Centro servizi ambientali.

Nel collegio difensivo ci sono, tra gli altri, gli avvocati Calogero Nobile, Marco Pizzutelli, Danilo Iafrate, Francesco Scalia, Mario Di Sora, Sandro e Vittorio Salera, Antonio Perlini, Vincenzo Galassi, Pierpaolo Dell'Anno, Vincenzo Savo, Domenico Marzi, Paolo Marandola, Alessandro Diddi, Enrico Morigi, Vincenzo Savo, Paola Picciotto, Marzo Zangrilli e Giuseppe Scicchitano. Per le parti civili gli avvocati Marina Giannetti, Enrico Pavia, Francesco Spallino, Marzella e Gianluca Giannichedda.

Secondo le accuse, raccolte dai carabinieri forestali e del Noe Secondo l'accusa nella discarica di Roccasecca «autorizzata come discarica di rifiuti non pericolosi» venivano ricevuti «rifiuti erroneamente qualificati come non pericolosi.