Revenge porn e auto bruciata all'ex amante, conferito l'incarico a un perito informatico per l'esame del contenuto del telefono cellulare dell'accusato.
La vicenda coinvolge due persone, un siciliano di 44 anni, G.S., ex amante della vittima, una donna straniera residente in un paese alle porte del capoluogo, di 43 anni, e un romano di 30 anni, T.N. Il primo, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare, eseguita dalla squadra mobile di Frosinone diretta dal commissario capo Flavio Genovesi, è in carcere accusato dei reati di revenge porn, tentata estorsione, stalking, sostituzione di persona, tutti e due, invece, sono accusati del danneggiamento seguito da incendio dell'autovettura, una Toyota Iq, della donna. I fatti contestati risalgono ai giorni dal 3 all'8 maggio, mentre l'incendio si è verificato il 4 giugno.

Martedì pomeriggio, davanti al pubblico ministero Barbara Trotta e ai difensori dei due indagati, avvocati Domenico Ippolito e Antonio Ceccani, si è svolta l'integrazione della consulenza tecnica affidata a Di Veroli per estrapolare il contenuto del cellulare dell'arrestato. Lo scopo è confermare che dal telefono del siciliano sono partiti i video hot della donna all'indirizzo del marito di lei e del datore di lavoro e verificare eventuali contatti tra i due indagati con riferimento all'incendio dell'auto.

Secondo le accuse G.S. dopo aver realizzato dei video dei loro incontri sessuali e scattato delle foto di lei in pose intime, con il consenso dell'amante, al termine della relazione, li inviava al marito della donna, accompagnandoli con messaggi denigratori e con frasi del tipo "tutti i fine settimana si incontrava con me a Roma". Inoltre il siciliano è accusato di aver inviato, sempre senza il consenso della donna, due video e una foto di lei a un imprenditore ciociaro presso il quale lavoravano i coniugi. Contestata l'aggravante dell'aver commesso il fatto in danno di persona cui era legata da rapporti affettivi e dell'utilizzo di strumenti telematici. L'uomo è accusato di tentata estorsione per aver richiesto alla quarantatreenne la restituzione di 200 euro elargiti durante la relazione. Per farsi dare il denaro l'uomo le inviava una foto di una ricarica effettuata al cellulare della figlia di lei.

Contestato poi il reato di stalking per i messaggi inviati alla cognata della donna in cui diceva di volerla distruggere. Alla vittima, una volta compreso che non aveva più intenzione di proseguire la relazione, con continui messaggi le diceva che sarebbe andato sotto casa, che conosceva le sue abitudini e i luoghi da lei frequentati. In un'occasione, incrociata l'auto con a bordo la donna, l'avrebbe presa a pugni. Inoltre, l'avrebbe minacciata scrivendo nel sottopassaggio ferroviario frasi del tipo "morirai presto" e minacciando di bruciarle l'auto. Inoltre, spacciando per la donna sui social avrebbe contattato altre persone proponendosi per prestazioni sessuali.
A tutti e due gli indagati, l'altro residente nella provincia di Roma è a piede libero, è contestato l'incendio della vettura della donna, avvenuto il 4 giugno scorso.