Mettere a sistema le risorse naturali, culturali e paesaggistiche, le capacità produttive e progettuali delle comunità locali, le competenze dei soggetti economici, politici e delle amministrazioni, con quelle degli attori dell'innovazione tecnologica e dei servizi turistici.

Si chiama "Destinazione Lazio Meridionale" ed è il progetto presentato dall'area cassinate e pontina nell'ambito delle "Desti nation management organisation" inserite in un preciso bando regionale. Le terre che saranno attraversate da piani di sviluppo turistici integrati partono dal Golfo di Gaeta, si muovono lungo la direttrice della Linea Gustav, attraversano i Monti Aurunci e arrivano fino al Comune di Cassino. Ed è proprio Marco Delle Cese, il presidente del Parco naturale dei monti Aurunci, ente capofila, a tracciare la rotta delle possibilità.

Territori che si uniscono per un turismo mai messo a regime. Quali sono gli obiettivi del vostro progetto?
«Il titolo del progetto "Destinazione Lazio Meridionale" racchiude la visione che si ha di un'area e della necessità dello sviluppo turistico come volano di ripresa. Il progetto è stato presentato dal Parco naturale dei Monti Aurunci in qualità di ente capofila. Il progetto Destinazione Lazio meridionale (abbreviato in DLM) nasce dalla consapevolezza che mettere a sistema le risorse naturali, culturali e paesaggistiche, le capacità produttive e progettuali delle comunità locali, le competenze dei soggetti economici, politici e delle amministrazioni, con quelle degli attori dell'innovazione tecnologica e dei servizi turistici, è la strada maestra per sviluppare il territorio in modo sostenibile e accessibile e contribuire ad affrontare la difficile crisi socio-economica che ha investito l'Italia, in modo particolare il settore turistico.

Grazie all'opportunità offerta dalla Regione Lazio, i partner di questo progetto hanno deciso di rendere il sud della provincia di Latina e il sud della provincia di Frosinone un unicum turistico-territoriale, integrando le grandi risorse turistiche e gli operatori di settore, dando così l'avvio ad una vera e propria Destination management organisation (Dmo). La compagine associativa è caratterizzata da una forte spinta all'innovazione, così come si può evincere dalle azioni che verranno messe in campo e dagli obiettivi strategici più oltre descritti. S'intende dare il via non "solo" a un progetto, ma una visione di sviluppo turistico e territoriale di medio-lungo periodo».

A che punto è e quanti partner si stanno unendo? «Il progetto - continua Delle Cese - è stato presentato il 31 maggio si sono uniti 23 privati, operatori del settore turistico, del commercio, culturale e fornitori di servizi, i comuni di Minturno, Gaeta, Itri, Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia, Castelforte, Pontecorvo, Cassino e l'Unicas».

Sono due terre storicamente legate da asset culturali come economici. Crede che possa finalmente rinsaldarsi questo legame e vederlo prosperare?
«Il territorio preso in considerazione parte dal Golfo di Gaeta e si muove lungo la direttrice della Linea Gustav, attraversando i Monti Aurunci, per arrivare sino al comune di Cassino. È un'area geografica di grande rilevanza turistica in quanto è in grado di offrire una pluralità di attività che pochi altri territori possiedono.
Ecco i punti di forza: Possibilità di disporre di diversi prodotti turistici (mare, cultura, congressi, agriturismo, enogastronomia, siti ambientali di pregio, ecc.) sfruttabili in modo integrato per il rilancio del turismo locale; buona accessibilità a tutto il territorio (in 45 minuti d'auto è possibile raggiungere tutte le risorse turistiche); buon equilibrio tra flussi turistici negli esercizi alberghieri ed extralberghieri; alta spesa media turistica pro-capite della componente straniera; positivi tassi di sviluppo delle imprese dei comparti dell'ospitalità e dell'organizzazione e intermediazione dei viaggi, in controtendenza alla situazione laziale e italiana. Ed ecco anche le opportunità: contiguità alle due grandi metropoli turistiche del centro-sud (Roma e Napoli) e delle regioni Molise e Abruzzo; crescita dell'interesse manifestato dal mercato mondiale verso i "nuovi" prodotti turistici; crescita dell'interesse manifestato dall'Unione Europea verso i prodotti tipici locali».

Una piattaforma di sviluppo turistico che ha l'obiettivo di mettere a sistema realtà già integrate. Su questo confidano i protagonisti.