Il gruppo "Uniti per Ceprano" ha presentato una mozione proponendo di intitolare una strada, una piazza o un parco cittadino alle vittime delle "marocchinate". L'iniziativa dei quattro consiglieri Serena Viselli, Marco Colucci, Paolo Castaldi e Laura Polisena è quella di promuovere una sensibilizzazione e una memoria su quella che è stata una tragedia nazionale. In particolare con riferimento allo stupro di massa attuato dai "goumiers" francesi ai danni di molte persone, di ambo i sessi e di tutte le età, successivamente alla battaglia di Monte Cassino.

«Il 14 maggio 1944 - si legge nella mozione - i goumiers, attraversando i monti Aurunci, aggirarono le linee difensive tedesche situate nell'adiacente Valle del Liri, consentendo al XIII Corpo britannico di sfondare la Linea Gustav avanzare fino alla successiva linea di difesa predisposta dalle truppe germaniche. In seguito a questa battaglia, il generale Alphonse Juin  concesse ai soldati nordafricani, come sembra ormai appurato, cinquanta ore di libertà, durante le quali si verificarono sistematici saccheggi dei paesi ed efferate violenze sulla popolazione, denominate appunto "marocchinate".

Dopo decenni di vergogna, reticenza al silenzio sulla vicenda delle marocchinate - sottolinea la mozione - soltanto il 15 marzo del 2004, sessanta anni dopo quelle violenze sistematiche, la più alta carica dello Stato, l'allora presidente Ciampi, ha ricordato le vittime degli stupri e dei bombardamenti di Montecassino. Considerato il coinvolgimento del Comune di Ceprano come uno dei territori che subirono dette violenze, si propone, al sindaco e alla maggioranza di deliberare una serie di iniziative, tese alla divulgazione degli ignobili atti denominati "marocchinate", pagina di storia mai sufficientemente indagata, favorendone la divulgazione per amore di democrazia e di libertà, raccogliendo l'appello che l'Anvm lancia da tempo, affinché all'interno dei Comuni sia intitolata una strada, una piazza o un parco a queste vittime e venga ricordato ufficialmente il 18 maggio di ogni anno il loro sacrificio».