Ha chiamato i carabinieri della stazione cittadina, diretta dal maresciallo Venturi, per chiedere aiuto, perché il fratello la stava aggredendo.
Il congiunto si sarebbe scagliato contro di lei con un bastone di legno colpendola alla schiena mentre erano in casa. La giovane donna allora è scappata in strada e si è messa a camminare in direzione del paese, con il telefonino tra le mani per evitare le botte e aspettare i militari che presto sarebbero arrivati.

I fatti
L'episodio si è svolto domenica scorsa in una zona periferica di Amaseno. Era appena trascorsa l'ora di pranzo, quando nel caldo torrido è scattata la rabbia, dovuta sembra ad alcune battute futili. È andato tutto bene per fortuna. La giovane è stata salvata dagli uomini dell'Arma che sono prontamente intervenuti e hanno fatto il possibile per sanare la lite, a cui peraltro potrebbe avere assistito anche la nonna novantenne. Su questa famiglia il peso indelebile di un dolore antico, tanti problemi di abbandono, emarginazione e un grande bisogno di aiuto. Vite spezzate dopo traumi vissuti quando i due fratelli erano bambini. Da allora, un inferno di dolore e adesso il retaggio di un destino imprescindibile. Ma ancora tanta voglia di vivere una esistenza normale. Le violenze domestiche sono quanto di peggio esista.

Tra le mura di casa dovrebbe esserci serenità e sicurezza, invece la giovane di cui stiamo scrivendo ha trovato l'angoscia ed ha chiesto aiuto in caserma, presentando una regolare denuncia. Non è un mistero che i peggiori crimini si svolgono in famiglia e che le donne sono vittime indiscusse di queste tremende situazioni. Questo è l'inferno che avrebbero vissuto nonna e nipote, le quali ora andrebbero sostenute. Per recuperare questa situazione, bisognerebbe provare a intraprendere un intervento condiviso e un percorso di riabilitazione funzionale. Ovvero, ricomporre una famiglia se possibile, dopo le tante prove dolorose a cui tutti i suoi componenti sono stati esposti.