La Dhi deve lasciare Trisulti, poiché la domanda di sospensione della sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato nello scorso marzo non può essere accolta.
Così si sono espressi ieri i magistrati della Sezione sesta del Consiglio di Stato, respingendo l'ennesimo tentativo dell'associazione di Benjamin Harnwell di continuare a gestire la certosa. Non ci sono i presupposti, hanno scritto i giudici, per ricevere la domanda, in quanto non trovano fondamento le argomentazioni sostenute dalla Dhi, per cui la certosa andrebbe in rovina se venisse eseguito lo sgombero.

Questi i ragionamenti prodotti dalla Dhi: "L'ottemperanza all'ordine di immediato sgombero dell'immobile getterebbe letteralmente ‘sul lastrico' tutti coloro che - per conto della Dhi - sono attualmente impegnati (in qualità di custodi, giardinieri, guide, ecc.) nelle attività di tutela e valorizzazione dell'immobile stesso: che si articola in più di 100 ambienti, distribuiti su oltre 83.000 metri quadrati coperti; che, d'altro canto, questi soggetti non potrebbero esser immediatamente sostituiti da personale dipendente dal Mibact".
Inoltre: "Ciò si ripercuoterà inevitabilmente sulle problematiche connesse alla sicurezza, alla conservazione e alla fruizione pubblica del bene demaniale".

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che non sono queste le circostanze di "eccezionale gravità e urgenza" che avrebbero potuto indurre a sospendere l'efficacia della sentenza di marzo, dato che i motivi addotti "si appalesano quali mere supposizioni (non suffragati da puntuale documentazione), in assenza di fatti concreti dai quali emerga la significativa e peculiare situazione di grave necessità direttamente provocata dagli effetti della sentenza del Consiglio di Stato".

Ad Harnwell resta un'ultima carta: il ricorso in Cassazione, presentato lo scorso 19 maggio, per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Ma il Consiglio di Stato lo ha ribadito: la Dhi ha l'obbligo di andar via.