Nonostante le promesse, ancora nulla si muove per mettere in sicurezza la superstrada Atina-Cassino nel tratto fra i chilometri 23 e 24. Il pericolo è rappresentato dalle pessime condizioni in cui versa l'asfalto: buche disseminate su tutta la carreggiata (comprese le corsie di accesso, come nel caso dello svincolo di Atina superiore), rattoppate decine di volte con palate di asfalto ridotto in briciole un attimo dopo dall'incessante traffico di tir e auto.

Era l'inizio dello scorso mese di febbraio quando l'Anas, che da qualche tempo ha preso in gestione quel tratto di superstrada, informava che nella primavera sarebbero state eliminate le criticità (in un comunicato l'azienda precisava che avrebbe effettuato "lavori di rifacimento profondo della pavimentazione della statale"). La primavera è finita e la promessa non è stata mantenuta: nessun cantiere aperto.

La superficie dell'asfalto è così deteriorata che gli pneumatici vengono ridotti in scaglie con i tir e le auto che producono un frastuono che viene amplificato dalla conformazione della zona attraversata (la valle di Cancello) e si diffonde per centinaia di metri tutt'intorno.
Ormai siamo in piena estate e col caldo afoso di questi giorni tenere le finestre aperte per cercare refrigerio significa torturare i timpani.

Il tratto malridotto della superstrada non gode dei favori del clima soprattutto in fatto di esposizione in autunno e in inverno, ragion per cui l'intervento di ripristino dell'asfalto dovrà essere incisivo per non doversi ritrovare punto e a capo nel bel mezzo del prossimo inverno, magari unendoci l'installazione di barriere fonoassorbenti per ridurre l'impatto rumoroso.

Nell'elenco degli interventi di ripavimentazione programmati dall'Anas c'è anche la strada statale 749 (questa la denominazione del tratto di strada che va dallo svincolo di Atina San Marciano a quello di Sant'Elia Fiumerapido) insieme ad altre cinque statali: si dice che i lavori dovrebbero terminare il 21 agosto.
Solo che non sono ancora iniziati.