Concorsi truccati. Con la composizione della commissione giudicatrice «risultata costituita da pubblici ufficiali legati da vincoli di parentela con alcuni pubblici ufficiali o amministratori di enti locali della provincia di Frosinone». È questo il cuore dell'inchiesta del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, ancora nella fase preliminare, che ieri mattina ha portato a una trentina di perquisizioni e al sequestro di cellulari, pc e supporti informatici nonché a diversi sequestri documentali nei confronti di tredici persone, tutte destinatarie di un avviso di garanzia.

Finite nell'inchiesta - coordinata direttamente dal procuratore Luciano D'Emmanuele - aperta su una procedura pubblica per l'assunzione di un agente di polizia locale a Villa Santa Lucia. Sotto la lente della procura di Cassino - che ha delegato il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Frosinone, coordinato dal colonnello Claudio Gnoni - l'ex presidente della comunità montana "Valle del Liri", Gianluca Quadrini; il sindaco di Villa Santa Lucia, Antonio Iannarelli; il segretario della Comunità montana e presidente della commissione d'esame, Luca Di Maio, insieme al vincitore del concorso, assessori del Comune di Villa Santa Lucia (Tommaso Nardoianni e Giuseppe La Marra) nonché a diversi componenti della commissione d'esame nelle veste di presidenti, segretari o membri esterni della stessa.

Le ipotesi
«Accordi illeciti per favorire alcuni soggetti nelle fasi concorsuali utilizzando cellulari, messaggistica istantanea e social network»: questa l'ipotesi di partenza degli inquirenti, al lavoro a testa bassa. Il concorso è quello bandito dalla XV comunità montana "Valle del Liri" di Arce per l'assunzione di un agente di polizia locale a tempo indeterminato per conto del Comune di Villa Santa Lucia. Concorso del 2019, con assunzioni nel 2020. «Le attività di riscontro sono state delegate dalla procura alla Guardia di Finanza - spiegano dal Comando - Ieri sono state eseguite 26 perquisizioni locali e domiciliari, anche fuori della provincia di Frosinone. Ma siamo ancora nella fase embrionale dell'attività».

Perquisizioni che hanno riguardato pure la provincia di Roma e quella di Napoli per le residenze e gli uffici di alcuni degli indagati pubblici ufficiali «dislocati in alcuni enti pubblici e locali della provincia di Frosinone». Tra i 13 coinvolti, destinatari ieri dell'avviso di garanzia, sei sono nella veste di pubblici ufficiali. Tutti accusati - a vario titolo - di reati che vanno dall'abuso di ufficio alla falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici oltre alla rivelazione e uso di segreti d'ufficio.

Perquisizioni a raffica
Le perquisizioni sono andate avanti per ore nelle abitazioni, negli uffici, nei locali e nelle auto degli indagati o comunque nei luoghi che fossero risultati nelle loro disponibilità. Battuti a tappeto non solo i domicili ma anche la Comunità montana, il Comune di Villa Santa Lucia, quello di Colle San Magno e Piedimonte San Germano e tutti gli altri luoghi di lavoro degli indagati. Che, lo ricordiamo, sono stati raggiunti solo da un avviso di garanzia per poter proseguire negli accertamenti.

Gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria delle Fiamme gialle hanno preso visione di documenti, pc, cellulari e supporti informatici che possano contenere elementi in grado di comprovare l'ipotesi a sostegno dell'indagine: "scrigni" di possibili tracce degli elaborati scritti della prova concorsuale. Sotto la lente, infatti, «una fitta rete di comunicazioni telefoniche intercorse tra gli indagati e molti dei partecipanti idonei al concorso. In particolare con Valter Salera» ipotizzano gli inquirenti. «Inoltre, le investigazioni hanno evidenziato criticità anche in ordine alla composizione della graduatoria finale, rilevando che dei 43 candidati risultati idonei al termine della procedura, almeno 10 risulterebbero politici o già amministratori della Provincia, ovvero in taluni casi diretti congiunti degli stessi» proseguono dal Comando provinciale.

Costante il lavoro di verifica e prevenzione della Guardia di Finanza nel contrastare gli illeciti contro la pubblica amministrazione «che danneggiano gli onesti per aiutare la crescita produttiva e arginare l'impatto negativo della crisi economica e sociale legata al Covid nonché a sostenere il rilancio del Paese».