Una donna picchiata con il filo di un phon sulle gambe e sulla schiena. Una donna presa a schiaffi e minacciata di morte. Una donna filmata durante l'intimità e ricattata prima che lui, l'ex violento, le bruciasse l'auto. Sono solo alcune delle storie di cronaca più recenti che arrivano dalla nostra provincia. Tutte legate da un filo sottile: quello della violenza.

Donne unite da uno stesso triste percorso, dalla stessa paura: quella di chiedere aiuto. Perché se la richiesta di aiuto è il primo grande passo per uscire dal vortice della violenza, è anche quello più difficile da compiere. Ed è qui che entra in gioco il ruolo della associazioni, degli sportelli di ascolto, dei centri antiviolenza. "Presidiano" i territori. Sono al fianco delle donne a cui serve aiuto. Cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica. È in questa direzione che si battono associazioni del territorio come "Sos Donna".

Perciò le donne l'organizzazione no-profit ha dato vita a una mostra fotografica che si terrà a Sora, domenica 27 giugno. L'appuntamento è nel chiostro della biblioteca alle 18 con "Inizio da me". Un segnale di speranza. Il racconto di storie di rinascita. A parlare saranno le immagini. Le foto immortalate dall'obiettivo di una giovane fotografa emergente, Rosa Rea. Le protagoniste sono loro, le donne. Donne vicine a noi più di quanto si possa immaginare. Donne vittime di violenza alle quali Sos Donna, attraverso lo sportello telematico e il centro di ascolto, ha teso una mano.

Sono quelle stesse donne ad aver raccontato le loro storie di rinascita. Quelle che verranno portate a conoscenza dei visitatori che prenderanno parte alla mostra. «L'anno di profondi cambiamenti appena trascorso – spiegano dall'Associazione - ha obbligato tutti noi a riflettere sulla fragilità causata dalla pandemia. Nonostante lo stravolgimento occorso, abbiamo continuato ad essere presenti sul territorio ed a rispondere ai bisogni delle donne e delle famiglie. Ci è parso allora opportuno dare un segnale di speranza, dando vita, insieme alle protagoniste, ad una mostra che immortali le loro storie di vita vissuta. Storie che dimostrano che da una frattura, un dolore, una caduta, si può rinascere».

Un evento dalla forte valenza simbolica e sociale.
Perché per combattere il seme della violenza bisogna evitare che esso continui ad essere piantato. E l'associazione lo fa, ormai da anni, anche grazie all'attivazione del Centro antiviolenza sul Distretto C e D della provincia, in collaborazione con Aipes e Consorzio dei Comuni del Cassinate per i Servizi Sociali e all'attività di prevenzione con il progetto "Prima I".

Un presidio costante che si concretizza nell'impegno delle professioniste che operano in Sos Donna.
Consulenti familiari, psicologhe, assistenti sociali e legali che offrono risposte ad ogni richiesta di aiuto.
L'appuntamento con le storie di rinascita è per domenica prossima. Con le donne e per le donne che hanno finalmente trovato la forza di dire: «Inizio da me».