Per il Parco dell'emigrante, chiusi i termini per palesare la manifestazione d'interesse alla presa in carico dell'area, adesso si tirano le somme delle risposte presentate. All'ente ernico è pervenuta una sola istanza da attenzionare. La procedura negoziata, stando a quanto stabilito dall'avviso pubblico, sarà possibile anche in questo caso, dunque con soltanto una richiesta ritenuta idonea. La palla passa ora alla stazione appaltante che espleterà le procedure di validità.

Nello specifico, il progetto pensato per il parco pubblico, si spalma su base trentennale e prevede la concessione, di un'area pubblica per la realizzazione e la gestione di un chiosco/bar all'interno del parco. Il contraente cui sarà affidato l'incarico, si assicurerà di corrispondere un canone annuo pari a 500 euro più Iva. Chi prenderà in gestione il Parco dovrà altresì provvedere alla realizzazione del chiosco stesso, al ripristino della copertura del lavatoio comunale oltre ad assicurare l'apertura.

Per l'amministrazione Perciballi si tratta, come ufficialmente dichiarato, di puntare alla «riqualificazione e al presidio dell'area, a una migliore fruizione e al tempo stesso allo sviluppo turistico ed economico del territorio». La strada adottata dalla maggioranza non ha convinto alcune frange dell'opposizione come dichiarato da Marta Diana. La consigliera d'opposizione ha posto l'accento su quali potranno essere i reali benefici derivanti da questa concessione.