La cittadinanza onoraria che nel 1924 Frosinone concesse a Benito Mussolini continua a tenere banco. Dopo la scoperta dell'apposita delibera da parte di Ciociaria Oggi, ieri abbiamo ospitato un intervento di Simone Campioni, presidente del circolo cittadino dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Che è stato perentorio nel rimarcare la contrarietà del proprio sodalizio al fatto che il Capoluogo possa annoverare il Duce tra i propri cittadini onorari. E a tal fine ha sollecitato l'Amministrazione comunale a verificare se quella delibera, risalente al 24 maggio 1924 ed adottata per celebrare l'anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale, sia ancora in vigore. E, in caso positivo, a procedere con la sua revoca immediata.

Sull'argomento abbiamo poi raccolto il parere del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Che è stato altrettanto netto nella sua posizione: «Quella in corso è a mio avviso una polemica sterile, aria fritta, sulla quale non ritengo opportuno soffermarmi più di tanto: più che parlare di vicende ormai datate a quasi cento anni fa, risalenti come sono a ridosso della prima e seconda guerra mondiale, dobbiamo occuparci e preoccuparci di conferire la cittadinanza onoraria, oggi, a volontari, medici, infermieri, personale sanitario, madri e padri di famiglia che con le loro battaglie quotidiane su vari fronti sono i veri eroi di questa terza guerra mondiale chiamata pandemia da Covid 19.

Gli storiografi – ha aggiunto Ottaviani - si possono soffermare in convegni e dispute sulle cittadinanze onorarie conferite in tutta Italia negli anni 20 del primo Novecento a Mussolini o ad altri personaggi del passato, mentre chi oggi amministra le istituzioni deve rimanere concentrato sul pezzo, sull'attualità, cercando quotidianamente risorse per risolvere i problemi dei cittadini del 2021 e di quelli dei prossimi anni. E dobbiamo farlo sulla materia sanitaria, sulle tematiche del lavoro e su quelle della emarginazione sociale che rischia di crescere proporzionalmente con i nuovi bisogni e le nuove necessità del post pandemia".

Sindaco, quali sono i problemi maggiori sui quali siete oggi concentrati?
«Attualmente siamo impegnati sulla normalizzazione delle relazioni personali e sociali, poiché dopo un prolungato periodo di lockdown stiamo constatando come soprattutto i giovani e gli anziani abbiano risentito di una sorta di segregazione resa necessaria dal dilagare del virus. Ora, però, dobbiamo far ripartire la voglia di confronto, di frequentazione e di crescita collettiva, che passano per le infrastrutture pubbliche quali parchi, giardini, piazze nonché opere scolastiche ed accademiche.

Tutti gli investimenti che sono in piedi vanno in questa direzione: dai nuovi Piloni - la "Piloni City" – a Largo Turriziani, passando per la radicale riqualificazione dello Scalo e la nuova piazza che sorgerà nella zona, fino a giungere alla riqualificazione del Teatro Vittoria e del quartiere di Selva Piana. Si tratta di opere che costituiscono asset infrastrutturali sui quali stiamo investendo, insieme ad altre zone della città, per aumentare la ripresa delle relazioni sciali e personali, buttarci una volta per tutte alle spalle questa brutta esperienza della pandemia e incentivare la ripresa, sia sociale sia economica di tutta la popolazione e di tutta la città.

Sono queste le tematiche sulle quali un'amministratore del 2021, di una città capoluogo importante come Frosinone, deve soffermarsi e deve investire energie. Le altre mi sembrano più che altro sterili disquisizioni tra storici e ideologi che, pur con tutto il rispetto per chi ci crede, inserisco volentieri nella categoria "aria fritta".
Io preferisco pensare alla città di oggi e del futuro e non ad un atto del 1924, quasi cento anno fa ormai».