Bomba carta in una vetreria di via Armando Fabi, chiuso il processo con il rito abbreviato. Caduto il tentato omicidio, sono arrivate tre condanne per violenza privata a pene contenute anche rispetto alle richieste dell'accusa che andavano dai 3 anni e 4 mesi ai 4 anni. Alla fine, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante ha inflitto 1 a 3 mesi al marocchino Aymen Nadif, 1 e 2 mesi a Gerardo Pisani e a 1 anno e 20 giorni a Ernesto Barile.

Pena sospesa per Nadif che è stato scarcerato.
I tre sono stati difesi dagli avvocati Tony Ceccarelli, Marco Maietta e Francesco Tagliaferri.
L'inchiesta inizialmente aveva interessato sei persone, metà delle quali ha optato per il rito ordinario.

Pisani, Barile e Nadif erano accusati, in concorso tra loro, di una serie di episodi, con apporti diversi, ma tendenti allo stesso fine, ovvero cercare di uccidere, (per uno sgarbo al marocchino, ha sostenuto la procura di Frosinone) un loro conoscente, titolare di una vetreria, il fratello e la fidanzata di questi.

Pisani è accusato di aver fatto salire in auto il rivale e di averlo portato in un luogo dove lo attendevano gli altri due. Per costringere l'uomo a uscire dal veicolo sostiene l'accusa «lo colpivano violentemente con pugni e calci...trascinato fuori dall'auto continuavano a colpirlo mentre si trovava a terra, intimando altresì al conducente del veicolo, rimasto ignoto, "ficcalo sotto, ficcalo sotto", non riuscendo nell'intento per circostanze indipendenti dalla loro volontà, rappresentate dalla fuga repentina della persona offesa».

Dopo qualche giorno, sempre stando alle accuse, il vetraio, mentre percorreva in auto la Monti Lepini, insieme al fratello e alla cognata, era stato speronato da Nadif che poi aveva cosparso di benzina il veicolo cercando, senza riuscirci, di incendiarlo. Subito dopo il raid, con una bomba carta esplosa contro l'attività delle parti offese. Episodi che, nel coso del processo, sono stati ridimensionati. Già in sede di ricorso al Tribunale del Riesame il tentato omicidio era caduto in favore della violenza privata

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