La sesta provincia d'Italia più colpita dalla contrazione delle presenze dei turisti è la Ciociaria. Lo rileva uno studio, su dati Istat, elaborato da Infodata del Sole 24 Ore. Nel 2020 l'anno del lockdown, rispetto al 2019, c'è stato il tracollo dei viaggi e degli arrivi, soprattutto degli stranieri, nelle città italiane.

Ne hanno risentito le grandi mete quali Roma, Firenze, Venezia, le località balneari, di montagna e termali.
Nella classifica all'ultimo posto c'è Firenze che ha perso il 79% delle presenze turistiche in dodici mesi, Roma il 78%, Milano e Pistoia il 72%, Napoli il 71% quindi Frosinone con il 68%. All'opposto le province che assorbiscono meglio il colpo del crollo sono Macerata con un meno 13%, quindi Campobasso che perde il 20%, L'Aquila -24%, Belluno -25%, quindi Ancona, Grosseto e Massa Carrara -27%.

A livello nazionale la perdita delle presenze negli alberghi è di circa la metà (-52%). Secondo il Sole 24 Ore si delinea così una nuova mappa del turismo in Italia con l'Alto Adige che, a fronte di un calo contenuto delle presenze (-35%) è in testa in valori assoluti con quasi 22 milioni di presenze. A seguire Venezia con 17 milioni e Trento con 12 milioni. Roma, tra le prime nel 2019, registra una perdita di 27 milioni di presenze nel confronto con l'anno precedente.

Secondo la Federalberghi nel primo trimestre del 2021 rispetto allo stesso periodo dell'anno prima le presenze in albergo sono diminuite del 75% con un crollo di quasi il 90% tra gli stranieri. Ciò ha avuto un riflesso pesante sull'economia del settore alberghiero con una diminuzione degli occupati del 46%, sempre nel primo Nel 2020 -68% di presenze turistiche trimestre di quest'anno nel confronto con quello del 2020.

La diminuzione degli occupati a tempo determinato supera il 70%, mentre poco più di un quarto è la diminuzione tra gli occupati a tempo indeterminato.
Rispetto al 2019, invece, si prevede una riduzione del 77% dei lavoratori in entrata nel turismo e del 26% nel totale dei settori. Diminuiscono anche le partite Iva: -42% negli alberghi, -34% tra servizi di alloggio e ristorazione, -32% nella ristorazione e -15% nel totale dei settori.

Nel 2020, sempre in rapporto con l'anno precedente, il fatturato dei servizi di alloggio è diminuito del 55%, tra alloggio e ristorazione -42%, mentre per la sola ristorazione -37%. Nel primo trimestre 2021 rispetto al 2020 il tasso di occupazione delle camere è sceso del 37% e i ricavi del 16%.