Al via oggi la serrata dello stabilimento Fca Cassino Plant. Dieci giorni di stop certi, ma il fermo potrebbe arrivare a due settimane. Da oggi a venerdì c'è cassa integrazione; da lunedì a mercoledì prossima la fermata collettiva di tutto lo stabilimento coperta con i cosiddetti Par, ovvero i permessi individuali dei lavoratori.

È molto probabile che, nei prossimi giorni, venga annunciata cassa integrazione anche per giovedì 1 e venerdì 2 luglio: i cancelli quindi si riapriranno solo tra due settimane, lunedì 5 luglio. E il mese prossimo si dovrebbe lavorare in totale dieci giorni o poco più: secondo le indiscrezioni che trapelano verrà infatti annunciato a breve un'ondata estiva di cig: a luglio cancelli aperti non più di tre giorni a settimana, poi altri giorni stop anche ad agosto, sempre per cassa, che si andranno a sommare alle ferie estive in programma dal 9 al 20.

Guardia alta
In attesa della graduale ripartenza che dovrebbe esserci a partire non prima dell'autunno, con la produzione in serie del Suv Grecale, i sindacati mantengono alta la guardia. Prossimamente si terranno in fabbrica una serie di assemblee con i lavoratori per illustrare anche ciò che è emerso dal vertice al Mise dello scorso 15 giugno.

Il segretario provinciale della Fiom-Cgil Donato Gatti spiega: «Il tavolo aperto al Ministero deve essere permanente e deve mettere a disposizione le risorse pubbliche del Pnrr e private per governare la transizione ecologica e sociale garantendo l'occupazione. Per arrivare alla realizzazione del piano è necessario riconoscere un sostegno al reddito dei lavoratori in cassa a partire da quelli più fragili e una distribuzione equa del lavoro anche riducendo l'orario con gli strumenti solidali. È necessario favorire il ricambio generazionale e il rafforzamento e lo sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare le sfide del cambiamento con un piano sulla formazione. Il tavolo deve individuare azioni e strumenti per garantire il rilancio e lo sviluppo della filiera dell'auto, settore industriale strategico per il nostro paese».

Nell'indotto
A preoccupare è anche l'indotto e l'indotto e le aziende più piccole. Per loro, ma non solo la manifestazione non riguarda esclusivamente il comparto dei metalmeccanici questa mattina l'Ugl Lazio terrà dalle 10 alle 13 in presidio in Piazza Oderico da Pordenone, per denunciare l'immobilismo della Regione verso categorie di lavoratori che rischiano concretamente di perdere il proprio impiego o il taglio delle retribuzioni.
«Chiediamo alla Regione Lazio - sottolinea il segretario regionale Armando Valiani - un immediato riscontro all'ennesima richiesta di incontro, nel rispetto del protocollo delle relazioni sindacali sottoscritto con la Ugl, per garantire la tutela dei lavoratori e la salvaguardia occupazionale».

Serve, lo si dice da mesi e mesi, un salvataggio d'emergenza per le aziende che si occupano di componentistica. Quelle legate alla logistica e ai servizi già hanno subito ripercussioni dal taglio dei costi annunciato e, in alcuni casi, messo in pratica dal ceo Tavares.

La realtà industriale legato all'automotive dell'intera provincia resta in apnea senza grosse possibilità di resistenza per chi ha terminato gli ammortizzatori sociali. In vari centri del cassinate, piccole aziende a conduzione poco più che familiare sono già sparite dai radar del mercato del lavoro. Un dramma che ha già coinvolto le realtà più deboli. Ora i sindacati chiedono aiuti per poter mettere in salvo una "ricchezza" economica territoriale senza paragoni.