L'altra faccia della movida, quella violenta e incivile, torna a turbare il sonno degli isolani. A partire da quello del sindaco, che annuncia il pugno duro contro i vandali delle ore piccole. Una stretta necessaria proprio per salvare la movida, che alla città delle cascate dà notorietà e lavoro, una risorsa indispensabile. E che dunque va mantenuta sicura. Se necessario anche con il daspo urbano, ovvero fuori da Isola chi crea danni alla città e alla sua movida.

La nottata tra sabato e domenica scorsi ha registrato nuovi atti di vandalismo. In piazza Santissima Triade, a due passi da corso Roma, qualcuno ha rovesciato a terra un bagno chimico. Un gesto senza senso, uno sfregio gratuito alla città. Come pure gli specchietti rotti a un paio di auto parcheggiate lì davanti. E poi i soliti schiamazzi fino a notte fonda.

Il sindaco Quadrini assicura che la situazione resta sotto controllo, censura gli allarmismi ma al contempo annuncia le maniere forti contro i facinorosi della movida: «Non consentiremo che il ritorno della socialità e della movida metta a rischio la tranquillità della nostra città - scrive il primo cittadino in una nota diramata ieri - Abbiamo emanato ordinanze finalizzate al controllo dell'uso di alcolici e abbiamo perfezionato assieme al Comando dei vigili urbani un protocollo teso alla massima copertura del servizio di controllo del territorio.

Gli impianti di videosorveglianza sono attivi ed efficienti, tanto da aver consentito anche recentemente l'individuazione dei responsabili degli ultimi episodi di danneggiamenti e di furti. Saremo pronti ad accogliere tutti coloro che vogliano riconquistare aria aperta e socialità frequentando i nostri meravigliosi luoghi, ma saremo altresì inflessibili nella punizione di comportamenti inammissibili e del tutto ingiustificabili».
Da qui l'iniziativa del sindaco: «Abbiamo già sollecitato le autorità preposte, tramite il locale Comando dei carabinieri, ad adottare provvedimenti come il daspo urbano, che impedirà ai facinorosi e ai provocatori di continuare a frequentare la nostra città».