Un anziano di borgo Hermada è morto dopo aver fatto il vaccino, a 24 ore di distanza (anche meno) dalla seconda dose di Pfizer, somministratagli presso l'ospedale San Giovanni di Dio di Fondi. L'uomo è deceduto ieri intorno alle 9.30, l'iniezione del farmaco anti-Covid è avvenuta nella mattinata di sabato. I familiari del 74enne, che vogliono vederci chiaro, si sono rivolti ai carabinieri della compagnia di Terracina presentando un esposto col sospetto che possa esserci correlazione tra la morte e la somministrazione poiché l'anziano non era affetto da particolari patologie. La Procura di Latina ha aperto un fascicolo d'inchiesta disponendo il sequestro della salma in vista degli accertamenti medico legali, necessari per fugare ogni dubbio sulla connessione morte-vaccino e fornire le risposte alle domande degli inquirenti.

Ora si attende l'autopsia, prevista nelle prossime ore, affidata al medico legale. L'anziano di borgo Hermada è deceduto per un malore improvviso. Va detto che, invece, non aveva accusato alcun sintomo dopo aver fatto la prima dose del farmaco americano (35 giorni fa), sempre all'ospedale San Giovanni di Dio di Fondi.

Al momento, lo ribadiamo, non esiste alcun indizio che possa far pensare alla presenza di una possibile correlazione tra l'inoculazione e il decesso. Ma la famiglia vuole capire cosa sia successo veramente, non solo per giustizia verso il 74enne. Non è il primo caso, nel nostro paese, in cui i parenti di una persona deceduta dopo il vaccino fanno una richiesta di autopsia. E puntuale torna d'attualità la polemica sulla questione: si discute se non sia, in queste situazioni, più giusto che si adoperi direttamente la Asl per richiedere l'esame autoptico sulle salme, specie quando la morte avviene proprio a ridosso della somministrazione.

Nella lista di decessi finiti sui tavoli delle Procure perché successivi alle vaccinazioni gran parte riguardano casi legati alle somministrazioni dell'AstraZeneca, a giovani donne e militari, ma non mancano quelli relativi a inoculazioni Pfizer. Ultimo in ordine di tempo il decesso di un ingegnere 52enne di Erba, morto il 28 maggio, circa 12 ore dopo la seconda dose del farmaco americano Biontech: nessuna patologia pregressa, nessuna condizione critica di salute. Anche in quel caso immediata chiamata ai carabinieri da parte dei parenti, esposto e, di conseguenza, sequestro della salma e autopsia.

Un po' quello che è successo a Borgo Hermada dove i familiari del 74enne deceduto nella propria casa ieri mattina, adesso, vogliono vederci chiaro.