Quanto costa l'acqua agli abitanti di Frosinone e Latina? Tanto, troppo. Frosinone è addirittura in testa alla classifica nazionale dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 845 euro, praticamente il doppio della media italiana, che è di 448 euro, e ben al di sopra di quella regionale laziale che è di 523 euro.

Va leggermente meglio, anche se non c'è alcunché di cui gioire, a Latina con 521 euro a famiglia, un dato che classifica il capoluogo pontino come il secondo più caro nel Lazio.

La fotografia per il 2020 emerge dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell'ambito delle "Iniziative a vantaggio dei consumatori", finanziate dal Ministero dello sviluppo economico. Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi. Con un uso più consapevole e razionale di acqua, quantizzabile in 150 mc invece di 192 mc l'anno, una famiglia italiana spenderebbe 328 euro anziché 448 euro (figuriamoci gli 845 di Frosinone o i 521 di Latina), con un risparmio medio di 120 euro circa a livello nazionale, che, calato a livello locale, si tradurrebbe in 517 euro in Ciociaria e in 193 euro nel Pontino.

Nel Lazio, si diceva, la spesa media a famiglia è di 523 euro (dato riferito al 2020) per la bolletta idrica (448 euro la media nazionale), con un aumento del 4,9% rispetto al 2019.

Mentre Frosinone guida la classifica per i costi più alti, Milano conquista la palma di capoluogo più economico con 156 euro. Gli incrementi più elevati si registrano a Isernia (+27,5%), che nel 2019 era la città più economica, e a Vibo Valentia (+21,5%).

Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le tariffe idriche più elevate e una spesa media annua a famiglia di 614 euro (+3,2% rispetto al 2019). La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Molise (181 euro) ma con un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente.

Al contrario, la regione con la spesa più elevata è la Toscana (710 euro, +3,2%.). Notevoli spesso le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione: nel Lazio, oltre al dato record di Frosinone, si va dai 390 euro di Roma ai 521 euro di Latina; dai 355 di Rieti ai 505 di Viterbo.

«Sono ancora molte le criticità che affliggono il servizio e la risorsa idrica. Differenze territoriali rilevanti in termini di adeguatezza delle infrastrutture, qualità e tariffe sono note dolenti, alle quali si aggiunge anche la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti dell'acqua di rubinetto e l'adozione di comportamenti d'uso poco consapevoli e responsabili. Rispetto al recupero del divario territoriale il Pnrr avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità ma le risorse previste non ci sembrano sufficienti e il meccanismo delle progettualità potrebbe addirittura lasciare ancora indietro le aree con maggiori necessità e con più difficoltà ad esprimere progetti adeguati» ha commentato Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva.

«Per quanto riguarda il livello di fiducia dei cittadini verso l'acqua di rubinetto, sicuramente non aiutano notizie come l'ultimo deferimento dell'Italia (9 giugno 2021) alla Corte di Giustizia Europea per la fornitura di acqua potabile non sicura in alcune aree del viterbese.
Ci auguriamo che le novità introdotte dalla nuova Direttiva europea (2020-2184) possano contribuire ad aumentare la fiducia verso questa risorsa, anche grazie alle previsioni di maggiori informazioni rivolte ai cittadini».