Il governo, i vertici del gruppo Stellantis i sindacatisi incontrano oggi alle 16.30 nella sede del Ministero dello sviluppo economico a Roma. L'incontro, presieduto dal ministro Giancarlo Giorgetti, «vuole essere prima di tutto luogo di confronto costruttivo per individuare insieme la strada migliore per realizzare la riconversione della produzione industriale», si legge in una nota del Mise.

Obiettivo dell'appuntamento, dice ancora la nota è raggiungere il risultato del rilancio dell'azienda, «sfruttando al massimo anche le opportunità offerte dal Pnrr». Non è da escludere che sul tavolo ci sia anche l'argomento "gigafactory", ovvero la possibilità di creare in Italia uno stabilimento destinato alla produzione delle batterie per le auto elettriche (oltre ai due programmati in Francia e Germania).

Solo pochi giorni fa il brand Fiat ha confermato l'intenzione di elettrificare l'intera gamma entro il 2030.
All'incontro parteciperanno anche il viceministro dello sviluppo economico Gilberto Pichetto e il ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando.
Soddisfatti si dicono i sindacati, per essere riusciti ad ottenere l'in contro. Lo hanno fatto nei giorni scorsi sia Michele De Palma della Fiom-Cgil che Ferdinando Uliano della Fim-Cisl.

Oggi interviene anche Roberto Di Maulo della Fismic, che evidenzia: «Chiediamo al ministero dell'Industria di aprire un tavolo di confronto che coinvolga tutte le parti sociali finalizzato a varare apposite misure di sostegno finanziario, coinvolgendo anche Sace e Cdp e, anche utilizzando le risorse provenienti dal Pnrr per evitare di disperdere un patrimonio tecnologico fondamentale per la nostra industria», spiega Di Maulo, ricordando che nell'indotto automotive ci sono aziende su cui la politica di contenimento dei costi sta procurando la perdita di migliaia i posti di lavoro.

«Per questi lavoratori e per le loro famiglie mette in guardia il sindacalista chiediamo al ministero del Lavoro e alle Regioni di aprire in tempi brevi dei tavoli di confronto volti a individuare percorsi formativi di riqualificazione professionale, che evitino il triste percorso degli ammortizzatori sociali passivi, ma permettano a questi lavoratori di riavere un posto di lavoro quando sarà compiuta la transizione alle motorizzazioni elettriche».