Fertilità dei giovani nella Valle del Sacco, sono sconvolgenti le conclusioni emerse da uno studio dell'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone. Con una lettera inviata ieri ai ministri della Salute e della Transizione ecologica, oltre che al presidente della Regione Lazio, il sodalizio ricorda alcune conclusioni del convegno scientifico, organizzato alla Villa comunale del Capoluogo il 30 settembre 2016.

Il relatore, dottor Luigi Montano, uro-andrologo e coordinatore del progetto "Eco Food Fertility", quel giorno avviò una collaborazione scientifica con l'associazione, grazie alla quale la Valle del Sacco venne inserita, insieme alla Terra dei Fuochi e a Brescia-Caffaro, in un progetto finanziato dal Ministero della Salute, con la partecipazione dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Università di Brescia, Milano, Napoli, del Cnr e dell'Enea. Referenti, dell'iniziativa per i Medici di famiglia, la dottoressa Marzia Armida e il dottor Benedetto Iannello. In proposito, nella missiva, l'associazione rende noti i dati del "Trial multicentrico randomizzato", realizzato a febbraio.

Lo screening riguardava circa 350 giovani maschi sani, dai 18 ai 22 anni, non fumatori, non bevitori, non esposti professionalmente e omogenei per massa corporea, delle tre aree a più alto inquinamento in Italia: Terra dei Fuochi, Valle del Sacco, Brescia. Lo studio indica gravi rischi riproduttivi nella popolazione giovane e sana di queste tre zone, dove almeno un parametro seminale risulta alterato nella maggioranza dei casi.

«Un dato - spiega il dottor Montano - molto preoccupante, poichè i criteri rigidi di selezione hanno permesso di scegliere i migliori, fra l'altro giovanissimi». In particolare, i parametri peggiori della qualità seminale sono stati riscontrati proprio nella Valle del Sacco. Il 24 maggio scorso, su una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali, "Enviromental Pollution", sono stati pubblicati i risultati della ricerca che ha comparato la presenza di composti organici volatili (Vocs) nei liquidi biologici: sangue, urine e sperma degli adolescenti della Terra dei Fuochi e della Valle del Sacco. I composti più tossici si ritrovavano soprattutto nel liquido seminale. Mentre quelli pericolosi per la salute erano presenti in concentrazioni maggiori nel liquido seminale dei ragazzi della Valle del Sacco.

«Questo dato è molto preoccupante se si pensa che sono giovani all'inizio del loro periodo fertile - conclude Montano - Emerge quindi l'urgenza di una vasta bonifica dell'area». Dunque, risultati scientifici da brividi che aprono interrogativi inquietanti. «Se i giovani della famigerata Terra dei Fuochi - si chiedono i Medici di famiglia - presentano indici biologici compromessi da inquinanti migliori rispetto a quelli dei coetanei della Valle del Sacco, che cosa è successo di più grave, nascosto e non considerato in Ciociaria rispetto alla Terra dei Fuochi?

Se il 10 giugno scorso la Regione Lazio ha ritenuto compatibile con l'ambiente la costruzione di un biodigestore anaerobico per il trattamento di 84.000 tonnellate di rifiuti organici, pevedendo che "i gas in uscita dai biofiltri possono contenere sostanza organica volatile, (la stessa ritrovata nello sperma dei ragazzi), sostanza inorganica volatile, polveri, ammoniaca, acido solfidrico, composti del cloro e del fluoro", chi ha deciso tutto questo e su quale base ha rilasciato le autorizzazioni?». Domande che la presidente Armida e il coordinatore Giovambattista Martino dei Medici per l'ambiente rivolgono alle istituzioni competenti, in attesa di una doverosa risposta.