La comunità è ancora profondamente sconvolta per la dolorosa e tragica morte di Vittorio Miele, autotrasportatore di 42 anni morto in un tamponamento a catena a bordo del suo tir. Giovedì pomeriggio sulla A13 in provincia di Rovigo il destino ha strappato all'amore della sua famiglia un padre, un marito, un figlio, un amico. Un uomo simpatico, generoso, un gran lavoratore che non si è mai tirato indietro davanti alle difficoltà che la vita quotidianamente mette di fronte un po' a tutti.

Lavorava senza tregua durante tutta la settimana, avanti e dietro a bordo del suo tir, lungo le lingue d'asfalto nere e scure delle autostrade italiane. Ma quando arrivava il fine settimana la stanchezza svaniva, il suo tempo era tutto per l'adorata moglie Veronica e per le sue tre principesse. Non era insolito incontrarlo al parco mentre vedeva le sue bimbe giocare, con lo sguardo innamorato che solo un papà può avere.
Una vita sicuramente non facile, una professione messa in ginocchio, come tante altre, dalla terribile pandemia e dall'emergenza sanitaria, che non ha mai spezzato Vittorio, punto fermo e riferimento per la sua famiglia.

Un futuro tutto da costruire ancora, una lunga vita da trascorrere con l'adorata veronica, per vedere le sue bimbe diventare ragazze e poi donne. In un instante, su quella maledetta autostrada, tutto è finito, la luce è diventato buio e il destino ha "rubato" il futuro. La comunità si è stretta intorno alla vedova e alle bimbe, immediatamente è partita la raccolta di donazioni nella parrocchia di S. Antonio dove don Benedetto Minchella e don Francesco Vennitti si stanno interessando di prendere in consegna le offerte dei cittadini, qualcuno conosceva Vittorio, qualcuno no, ma tutti si sono ritrovati come in una grande famiglia per fare la propria parte. Vittorio è ancora a Rovigo la ditta D'Aguanno si sta occupando di riportare la salma a casa per il funerale.