Marta Diana, per Uniti per Boville, interviene sulle novità pensate per il parco pubblico. Nello specifico, riguardo il bando indetto dall'ente per affidare la concessione trentennale dell'area verde, con annessa creazione di un chiosco per la somministrazione di cibo e bevande.

Tra gli obiettivi che risultano inseriti nel progetto, la riqualificazione dell'area da adibire per il chiosco/bar e nel contempo sviluppo della valenza turistico–produttiva del territorio. A conclusione il rifacimento della copertura del lavatoio comunale. «Volendo ipotizzare un conto molto blando, la copertura del lavatoio è l'unica opera che prevede un impegno economico seppur molto molto basso. Il resto? Nessun investimento economico. Nessun tipo di lavoro, eppure leggiamo 30 anni. Assurdo». Il commento piccato di Marta Diana. «Come sono stati parametrati economicamente i 30 anni di affidamento con un esborso di 500 euro annui?

Le precedenti concessioni, con un parco molto meno attrezzato, avevano stabilito un affitto di circa 5.000 euro annui. Chi ha espletato la stima del valore del parco ed del corrispettivo annuo da versare? Mi meraviglio del fatto che l'attuale sindaco e vice, erano in consiglio comunale quando l'amministrazione precedente ha risistemato egregiamente il parco, riuscendo quindi a farlo diventare il bijoux che hanno ora ereditato». Il richiamo è soprattutto alla mancata discussione in consiglio comunale, al netto della valutazione degli uffici competenti che avrebbe stilato, per voce del consigliere, un valore di circa mezzo milione di euro «Come posso non ipotizzare un danno erariale?

Vi comunico fin da ora che se non annullate il bando per rivedere il canone e gli anni di locazione, mi vedrò costretta mio malgrado ad inviare i documenti agli organi di competenza (Corte dei Conti ed Anac)».