Ha raggiunto le 34 mila firme in poche settimane, la petizione rivolta al Governo, promossa da Federalberghi e sottoscritta anche da diversi titolari di hotel della città termale. Un disperato grido di aiuto innanzi alle gravi difficoltà in cui si dibattono le imprese ed i lavoratori del settore. In soccorso dei quali molto poco si è fatto.

«Il turismo è un motore indispensabile per l'economia italiana. La crisi pandemica ha devastato l'intero settore, accanendosi in particolar modo sulle strutture turistico ricettive e termali, in tutte le destinazioni spiega Federalberghi nel 2020 si è registrato un crollo di 236 milioni di presenze, con punte che in alcune località hanno superato l'80%. Rispetto al precedente anno».

Quindi l'ennesima accorata richiesta di aiuti: «Al fine di aiutare le imprese del turismo sollecitano a sopravvivere in attesa del ritorno alla normalità, salvaguardare i posti di lavoro ed evitare che l'Italia si ritrovi svantaggiata al termine della pandemia, chiediamo che vengano adottate le seguenti misure: ristori efficaci e adeguati; proroga sino al 31 dicembre 2022 dei termini di pagamento delle rate relative a prestiti, mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale».

«Inoltre chiedono di elevare sino a 20 anni la durata dei finanziamenti "garantiti" dallo Stato; esonero dal pagamento della seconda rata Imu per l'anno 2021; proroga del credito d'imposta sui canoni di locazione sino al 31 dicembre 2021; cancellazione della Tari per gli anni 2020 e 2021 e, per il futuro, commisurazione della tariffa all'effettiva produzione dei rifiuti e proroga dell'esonero dal pagamento dei contributi per l'assunzione del personale stagionale, introduzione di un credito d'imposta del 110% per la riqualificazione delle strutture turistico ricettive».

Con la speranza che a questo il Governo recepisca presto. Ne va la sopravvivenza di molti alberghi italiani, Fiuggi compresa.