Fabrizio Pignalberi, presidente nazionale di Più Italia, dopo la puntata del 1° giugno de Le Iene, aveva chiesto alla redazione di poter fornire la sua versione. Pronto a portare «tutta la documentazione in mio possesso per riportare la verità dei fatti» aveva così scritto alla redazione de Le Iene e poi annunciato anche sui social.

Giulio Golia e Francesca Di Stefano, nella trasmissione di martedì su Italia 1, sono tornati a parlare del fondatore del movimento Più Italia. Pignalberi è arrivato nella sede della redazione de ‘Le Iene' con tanto di due buste contenenti i documenti che, a suo dire, lo dovevano scagionare dalle varie accuse.

E così la sua richiesta è stata ascoltata, ma la registrazione non è andata come pensava. Anzi, Pignalberi, ad un certo punto, ha deciso di alzarsi e andare via. Mentre andava via, per raggiungere la sua auto, sono arrivate anche tutte le persone che, nel servizio precedente, hanno accusato il politico di varie truffe.

Pignalberi è, infatti, finito sotto i riflettori della trasmissione di Italia 1, perché un gruppo di persone lo ha denunciato, sostenendo di essere vittima di una serie di truffe nell'ambito delle procedure per la rateizzazione del debito con l'Agenzia delle entrate con il "saldo e stralcio", per pratiche di infortunistica stradale, per compravendite di auto, per evitare che la propria casa finisse all'asta o nelle procedure per il riaffidamento di minori finiti in comunità.

Parlano di soldi versati e mai restituiti, di pratiche non andate a buon fine e di un'Agenzia dell'entrate che incombe di nuovo sulle loro teste, di incidenti loro addebitati che disconoscono. E mostrano la sua foto con la toga d'avvocato, la tabella, la carta intestata.
Lui nega tutto e risponde alle denunce con controdenunce e accusa chi lo denuncia di diffamarlo.