Sarà interrogato domani mattina a Roma, il cinquantaduenne frusinate Piersimone Volpe, tra gli indagati insieme ad altre undici persone di diverse regioni d'Italia, di associazione finalizzata alla propaganda e all'istigazione per motivi di discriminazione etnica e religiosa. Per tutti è stato disposto l'obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria. Il blitz dei carabinieri del Ros, è scattato lunedì mattina, in collaborazione con i militari dell'Arma dei Comandi provinciali di Cagliari, Cosenza, Frosinone, Latina, L'Aquila, Milano, Roma e Sassari.

C'è davvero di tutto nel materiale acquisito nell'inchiesta che ha portato a indagare dodici persone.
Il gruppo, stando alle accuse, appartenente a "Ordine ario romano", secondo l'inchiesta della procura di Roma, attraverso vari canali, tentava anche di pianificare azioni contro una struttura della Nato in Italia. Collegato a "Ordine ario romano" c'era poi il gruppo whatsapp chiamato "Judenfreie Liga (Oar)" dal quale gli indagati istigavano a compiere azioni violente contro ebrei ed extracomunitari. L'organizzazione, dicono gli investigatori, aveva appena iniziato a pianificare anche un'azione contro una struttura della Nato.

E tra i dodici indagati finiti nell'inchiesta della procura di Roma e dei carabinieri del Ros (raggruppamento operativo speciale), c'è Piersimone Volpe, difeso dall'avvocato Andrea Dini. Il frusinate Volpe era già finito nei guai, tempo fa, per la stessa accusa, e condannato a sei mesi, in primo grado, dal tribunale di Frosinone, per aver offeso con epiteti a sfondo razzista l'ex ministro dell'Integrazione Cècil Kyenge. Il gruppo, stando alle accuse, era stabilmente dedito alla pubblicazione sui social network di scritti, video e immagini dal contenuto razzista e discriminatorio, di ispirazione nazionalsocialista, antisemita e negazionista, vicino a tesi complottiste nei confronti del popolo ebraico.

Nelle perquisizioni gli investigatori hanno trovato libri su Hitler o "l'Opera Omnia su Benito Mussolini" o il testo sulle leggi razziali. Un odio espresso soprattutto sui social quello contro gli ebrei e gli uomini di colore anche "colpevoli di relazioni omosessuali". E, poi, la negazione dell'Olocausto definito "Sei milioni di cazzate" e "la più grande menzogna di sempre".