L'emergenza Covid, oltre ai danni causati dalle chiusure alle attività commerciali e alle micro-piccole imprese, ha provocato gravi ritardi nei pagamenti di clienti e fornitori delle aziende italiane.
Nel primo trimestre di quest'anno, con il perdurare della pandemia, i ritardi superiori ai 30 giorni nei pagamenti delle imprese sono aumentati soprattutto in Umbria (+8%), Liguria (+7,1%), Trentino-Alto Adige (+6,1%) e Marche (+5,1%). Al contrario, sono diminuiti in Basilicata (-4,6%), Campania (-1,9%) e Valle d'Aosta (-1,5%). È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, aggiornato al 31 marzo scorso e redatto dalla Cribis, una società del Gruppo Crif specializzata nella "business information".

La mappa dei ritardi
Le ripercussioni dell'emergenza sanitaria appaiono particolarmente evidenti in quelle province dove, rispetto all'ultimo trimestre del 2020, le imprese hanno fatto registrare un sensibile incremento dei pagamenti oltre i 30 giorni: Imperia (+21,1%), Sondrio (+15,8%), Rieti (+15,8%), Trieste (+12,6%), Savona (+12,5%), Rimini (+10,1%), Grosseto (+9,1%), Fermo (+9%), Belluno (+8,1%), Perugia (+8,1%). Le aziende italiane che pagano puntualmente clienti e fornitori rappresentano il 36,5% del totale, un dato superiore del 4,6% rispetto a quello dello stesso trimestre 2020, quando l'emergenza Covid-19 era appena iniziata.

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