Carcere di Cassino, forte la presa di posizione del Sappe. «La struttura detentiva è affollata e con pochi agenti. È allarme: pronti a portare la protesta anche a Roma». A battere i pugni, il primo e più rappresentativo dei Baschi azzurri, pronti a portare in piazza a Roma davanti al ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, la protesta degli agenti in servizio nel carcere di Cassino.

Spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sappe: «Il Sappe denuncia le gravissime carenze di organico che si riscontrano tra il personale di Polizia penitenziari nella Casa circondariale di Cassino.
A fronte delle previste 162 unità, infatti, oggi il reparto di polizia penitenziaria ha una pianta organica di 101 unità. Numeri che si riducono fortemente a causa di ben 13 unità assenti. Ne consegue che la forza operativa effettiva si riduce a 88 unità, di cui 27 possessori dei benefici della legge 104 del '92 e molti usufruiscono della legge151 del 2001. II 70% della forza operativa ha un'età superiore ai 50 anni e un'anzianità di servizio superiore ai 30 anni. Turni notturni obbligatori, congedo residuo che non si riesce a smaltire, ferie a rischio.
Tutto ciò è assurdo. Ed è ora di dire basta allo stress psicologico a cui è sottoposto quotidianamente il personale di Cassino con la cancellazione dei riposi settimanali e dei congedi ordinari. Per questo i colleghi di Cassino sono pronti a manifestare davanti al carcere e, se è il caso, anche al ministero della Giustizia ed al Dipartimento dell'Amministra zione Penitenziaria a Roma».

Pieno sostegno alla protesta cassinate arriva da Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Ci attiveremo presso il dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria affinché le giuste proteste dei colleghi di Cassino trovino attenzione e conseguenti provvedimenti».