Distrutto e nel degrado più totale il "tunnel dell'amore", ovvero il passaggio pedonale in legno di vicolo D'Azeglio che aveva ispirato il poeta locale Giuseppe Nalli e che collega corso Vittorio Emanuele a piazza San Francesco.

Ha evidenziato l'indecoroso stato di abbandono del tunnel, a cui Nalli ha dedicato oltre alla poesia le sue cure, abbellendolo con fiori e luci, il consigliere Marco Colucci. Il rappresentante della minoranza, reputa inaccettabile un simile spettacolo in pieno centro e sotto gli occhi di tutti.

«Lo stato di vicolo D'Azeglio è vergognoso - esordisce Colucci - Quello che un tempo era il "tunnel dell'amore" oggi potrebbe essere ribattezzato il tunnel della vergogna. La tettoia distrutta, tavole di legno a terra, sporcizia, degrado, cumuli di rifiuti e due transenne in corrispondenza degli accessi che bloccano il passaggio, ma non nascondono lo spettacolo indecoroso. E tutto questo in pieno centro tuona il consigliere In un punto di passaggio su entrambi i lati, igiene zero e rischi alti. Sappiamo bene che sono in corso i lavori di recupero e valorizzazione del centro storico, con la realizzazione di alloggi a canone sostenibile.

Il cantiere è a ridosso di vicolo D'Azeglio, si tratta di lavori pianificati e finanziati quando io amministravo, ma mi preoccupa la tempistica dell'intervento e il rischio di un degrado che avanza. Presso l'ex "tunnel dell'amore" si rischia di trovare topi, insetti, rifiuti di ogni genere, vegetazione incolta e condizioni igienico-sanitarie da terzo mondo.

In poco tempo  - osserva Colucci - è stata vanificata la dedizione di concittadini come Giuseppe Nalli, che si sono presi cura volontariamente del luogo e l'hanno abbellito e riqualificato, facendo rinascere le attenzioni e l'attaccamento che ogni cittadino dovrebbe avere per il paese. La cura e il decoro sono andati distrutti e con questi la speranza di educare il giovani al rispetto e all'amore per ciò che appartiene alla comunità.

Il messaggio educativo ha perso valore - conclude l'esponente della minoranza - e la speranza si è spenta.
Immagino poi l'amarezza del poeta Nalli che aveva fatto di quel tunnel una galleria di colori, arte e creatività.
Questo, purtroppo, è il presente, ma il sindaco Galli vuole attribuire anche le responsabilità di questo al passato? Rifletta, piuttosto, e restituisca decoro al paese».