La campagna vaccinale nel Lazio ha un nuovo fronte, quello dei più piccoli. Si punta ad immunizzare bambini e ragazzi in età pediatrica, per metterli in sicurezza prima dell'avvio del nuovo anno scolastico. Per questo la Regione Lazio ha avviato i Junior Open Day vaccinali dedicati ai ragazzi dai 12 ai 16 anni.

Dopo la partenza a Rieti, nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 giugno le vaccinazioni saranno estese a tutto il Lazio. Per i nati dal 2009 al 2005 verrà utilizzato il vaccino Pfizer che, per i giovani, prevede il richiamo dopo 21 giorni dalla somministrazione della prima dose.
A differenza degli altri Open Day, le prenotazioni non avverranno sul sito Ufirst ma attraverso il portale classico delle prenotazioni allestito dalla Regione: Prenota Vaccino Covid, accessibile anche dal portale Salute Lazio.

Per questa fascia di età, inoltre, è stato chiuso un accordo con i pediatri Fimp-Cipe che avranno il supporto scientifico dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Per un'organizzazione capillare, lunedì è stato siglato l'accordo con i sindacati dei pediatri di libera scelta che entrano a far parte a pieno regime della campagna vaccinale.

Immunizzare bambini e ragazzi in età pediatrica non solo permetterà un ritorno a scuola in sicurezza ma sarà un'ulteriore svolta nella lotta al Covid-19.
Si parte quindi con i Junior Open Day di sabato e domenica prossimi e si proseguirà per tutti i fine settimana di giugno. I successivi appuntamenti, non ancora ufficializzati, dovrebbero essere quelli del 19-20 e del 26-27.

A margine dell'accordo siglato con i pediatri di libera scelta è intervenuto il dottor Serafino Pontone Gravaldi, pediatra di Sora e membro del direttivo regionale della Federazione italiana medici pediatri.

Dottore, la campagna vaccinale entra nel vivo anche per i pazienti in età pediatrica. Ma i dubbi sono tanti. In primis, perché vaccinare i più piccoli se hanno dimostrato di non contrarre la malattia in forma grave?
«Perché, una volta immunizzati gli adulti, il virus circolerebbe tra i più piccoli. E potrebbe esserci il rischio concreto che il Covid, per sopravvivere, possa diventare più aggressivo. In altri termini, potrebbe mutare in una variante più pericolosa per i bambini ma anche per chiunque sia già stato vaccinato. Per uscire da questa pandemia bisogna interrompere la circolazione del virus e per farlo è necessario che tutte le fasce di età della popolazione siano vaccinate».

I pediatri di libera scelta diventano ora figure fondamentali per il prosieguo della campagna vaccinale. Come si procederà?
«Per gradi, mi sento di dire. Per ora vaccineremo all'interno degli hub vaccinali.
Si partirà con i Junior Open Day già nel prossimo fine settimana in Ciociaria. Alla fascia di età 12-16 anni ai quali è rivolta la vaccinazione, verrà somministrato Pfizer. A tal proposito, per quanto riguarda le somministrazioni nei nostri studi pediatrici, al momento si evidenzia una criticità che speriamo venga risolta in breve tempo. La Regione ci ha assicurato la fornitura soltanto di 2 fiale a settimana a medico, ovvero solo 12 dosi. Il numero medio di pazienti tra i 12 e i 16 anni in carico ad ogni pediatra è indicativamente di 150-200 unità e con così poche dosi il rischio è che la campagna vaccinale venga rallentata. Il nostro obiettivo è quello di chiudere rapidamente il ciclo di vaccinazioni dei ragazzi in vista delle vacanze e della riapertura delle scuole, per allontanare il più possibile lo spettro della didattica a distanza o delle quarantene. Per questo speriamo che il problema legato alla carenza di dosi disponibili per gli studi pediatrici venga presto risolto».

Tra i genitori ci sono però molti dubbi, anche legati al fatto che nella fascia di età in questione, i bambini vengono sottoposti ad altre vaccinazioni ordinarie. Facciamo chiarezza…
«Innanzitutto il vaccino contro il Covid può essere associato anche alle altre vaccinazioni e ai relativi richiami, a patto che passino almeno tre settimane di tempo tra le somministrazioni. Dopo aver ricevuto la prima dose di Pfizer, come è ormai noto, potrebbe esserci il rischio di contrarre l'infezione, seppur in maniera asintomatica o con pochi lievi sintomi, in questo caso il richiamo non va fatto. I bambini che, invece, hanno contratto il Covid in passato devono fare il vaccino con queste accortezze: se sono stati contagiati dal virus tra i tre e i sei mesi precedenti, va inoculata una sola dose; se sono passati più di sei mesi dal contagio, vanno fatte due dosi. Il richiamo è previsto dopo 21 giorni dalla somministrazione della prima dose.
Mi preme chiarire anche il fatto che questi vaccini siano sicuri tanto quanto tutti gli altri, o forse più. Il "mito" legato alla scarsa sicurezza per via delle ridotte tempistiche di sperimentazione va sfatato. Sono state investite straordinarie risorse economiche che hanno permesso di ottenere vaccini sicuri in tempi record.
Il mio invito ai genitori dei miei piccoli pazienti e a tutti gli altri è quello di affidarsi alla scienza e fidarsi dei vaccini che, ad oggi, sono l'unica arma concreta che abbiamo per vincere la nostra battaglia contro il nemico comune».