La vicenda scoppia alla vigilia del rinnovo dell'amministrazione comunale. Nel mirino della magistratura finiscono il sindaco ed altre quattro persone. L'indagine, che provoca non poche polemiche, muove dalla presunta assegnazione di indennizzi, in cambio di sostegno elettorale. E Monte San Giovanni Campano, in quei giorni, si trasforma in una polveriera politico-giudiziaria. Competizione elettorale e inchiesta vanno avanti di pari passo.

Poi l'accelerazione: il Pubblico Ministero Barbara Trotta, dopo aver acquisito una denuncia, e aver ascoltato una serie di testimoni, iscrive nel registro degli indagati il primo cittadino Angelo Veronesi, l'assistente sociale del Comune Anna Abballe, il responsabile dei servizi sociali Paolo Nozori, Graziella Ottaviani e Rita Pagnanelli. Nei loro confronti accuse pesanti: aver assegnato contributi comunali in cambio di preferenze per la lista "Impegno Comune". Le stesse sono state ribadite ieri mattina nel corso della prima udienza del processo davanti al tribunale di Frosinone.

Stando alle prime testimonianze, il responsabile dei Servizi sociali, su indicazione di Veronesi, avrebbe indicato i nomi di coloro ai quali andava concesso il sussidio. E che gli stessi sarebbero stati selezionati al di fuori delle procedure del regolamento dei servizi socio assistenziali. Perfino in assenza della pubblicazione dello specifico avviso pubblico e del disciplinare che regolamenta i requisiti per l'ottenimento degli indennizzi. Le somme finite nelle tasche dei presunti indigenti vanno dai 300 agli 800 euro. Soldi ottenuti con pratiche compilate sempre dai dipendenti comunali, in special modo nella parte attestante le motivazioni della richiesta, e senza svolgere la dovuta istruttoria nella redazione della graduatoria. Ma anche nel disporre la determina per il pagamento dei contributi.

Per l'accusa, quindi, sarebbe stato messo in piedi un vero e proprio sistema, pur di far ottenere al sindaco i voti necessari alla rielezione. E c'è pure chi, pur di dimostrare di aver espresso la preferenza richiesta, avrebbe fotografato, con il cellulare, la scheda elettorale. Ma per il collegio difensivo, composto dagli avvocati Filippo Misserville, Luigi Tozzi, Emiliano ed Alessio Caperna, Marco Moretta e Marco Maietta, le cose non stanno così. Durissimo il confronto andato in scena in aula, tanto che più volte il presidente del collegio giudicante Giuseppe Farinella è intervenuto a placare gli animi.
Parti civili il comitato civico Free Monte con l'avvocato Federica Nardoni, l'associazione La Ciocia con l'avvocato Silvio Bruni e Mara Fiore con l'avvocato Maria Luisa Ambroselli.