Abusi sulla figlia della convivente, cinquantasettenne residente a Frosinone rinviato a giudizio. Ieri mattina l'udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari Di Croce a carico di B.D., chiamato a difendersi dalla terribile accusa. All'uomo viene chiesto conto delle presunte violenze nei confronti della ragazzina, figlia dell'allora convivente, che sarebbero andate avanti per almeno sei anni. Attenzioni "particolari" quando la madre era fuori per lavoro. Denunciate solo quando la presunta vittima, residente nel Cassinate, a vent'anni decide di andare via di casa dopo che la madre lo aveva fatto già da tempo.

La denuncia
Stando alla denuncia presentata dalla ragazzina - ora poco più che ventenne - le attenzioni morbose e poi le violenze avrebbero avuto luogo proprio in casa, con cadenza settimanale. In quella casa di un paese del Cassinate dove la madre conviveva allora con il cinquantasettenne. Quando la ragazzina compie vent'anni prende coraggio e racconta tutto al fidanzato. Quindi scatta la denuncia nei confronti di quell'uomo che ha oltre il doppio dei suoi anni: accuse tutte da dimostrare, mosse invece - secondo l'imputato - per contrastare la sua educazione troppo rigida e le tante limitazioni imposte alla minore.

La procura di Cassino - dopo meticolosi accertamenti - chiude le indagini nei confronti dell'uomo, assistito dall'avvocato Antonio Ceccani. Delicato l'incidente probatorio fissato per raccogliere la testimonianza della ragazza. Ancora qualche mese d'indagine. Poi il cinquantasettenne, su invito dell'autorità inquirente, viene ascoltato per chiarire la sua posizione e per poter scavare su elementi particolari di una vicenda a dir poco complessa.

Ieri mattina l'udienza preliminare e la decisione, nel tardo pomeriggio, del giudice Di Croce che ha rinviato a giudizio l'uomo, chiamato a comparire in aula il prossimo 23 settembre davanti al Collegio di Cassino.