«Una sanità buona e di qualità, fatta con le risorse che abbiamo e le altre che cercheremo ovunque, dovrebbe essere l'obiettivo di tutti. Un lavoro di squadra, possibilmente con tutte le istituzioni. E se il Covid non rialza la testa, ci attrezzeremo anche per i miracoli». La presa di posizione di Pierpaola D'Alessandro, direttrice generale della Asl di Frosinone, è durissima. Non è la prima volta che la manager, per usare le sue parole, fa «qualche precisazione per poter lavorare».

Siamo in una fase delicata e decisiva della pandemia, anche in provincia di Frosinone. La campagna di vaccinazione sta letteralmente abbattendo le curve dei contagi e dei decessi. Inevitabilmente si guarda avanti, alla sanità del dopo Covid. Nella consapevolezza, però, che il virus non è stato ancora sconfitto. Le polemiche però non mancano mai alla Asl di Frosinone. Chiediamo alla D'Alessandro: esiste però un diritto di critica, o no? Risponde: «Ci mancherebbe, ma qui il diritto di critica non c'entra nulla».

Poi argomenta: «Spesso leggo rivendicazioni di politica sanitaria che lasciano sgomenti. La nostra politica aziendale è improntata alla totale trasparenza nei confronti dei cittadini di questa provincia, anche sulla gestione di scelte tecniche aziendali. Le critiche andrebbero mosse allo scoperto, anche per favorire un sano dibattito. Spesso leggo riferimenti a generiche fonti interne. Non meglio specificate. Mi chiedo: chi sono? Cosa vogliono? Perché? E a questo punto anche "cui prodest"? Aggiungo che esiste un'istituzione con le sue gerarchie, che non si sottrae a nulla e che risponde sempre nell'ufficialità. Basta chiedere per avere delle risposte».

Quindi aggiunge Pierpaola D'Alessandro: «Veniamo al tema dello spostamento dell'iniettore del mezzo di contrasto da Anagni ad Alatri. Il punto è semplice: si dà il caso che fosse non usato, con prodotti in scadenza, da agosto 2020. Pertanto, si è preferito spostarlo per ottimizzare i costi e i benefici poiché ormai, come spieghiamo da sempre, siamo una sanità connessa e il mezzo di contrasto si fa in sicurezza ad Alatri, per ora. Aggiungo che in base alla delibera regionale 1045 del 31 dicembre del 2020 si sta procedendo al ricambio di tutti gli iniettori dell'Azienda. Noi siamo pronti e felici di accettare chiunque voglia fornire suggerimenti di management, soprattutto in questo momento che abbiamo rinnovato tutta l'alta tecnologia della nostra azienda, magari parlandone e non ascoltando chi non vuole bene alla Asl da troppo tempo.

La nostra Azienda era dotata di apparecchiature vetuste e addirittura non funzionanti tanto che abbiamo ereditato liste d'attesa interminabili. Proprio in virtù di quelle agende inaccettabili, ci siamo impegnati seriamente con investimenti e organizzazione per dispositivi di alta tecnologia. Per far funzionare le nuove attrezzature, c'è stato bisogno dell'installazione, della taratura da parte degli specialisti della ditta, della formazione del personale. Abbiamo fatto tutto in tempi record, lavorando alacremente, anche a fronte delle normative Covid previste fino al 31 dicembre 2021. Ora stiamo lavorando attivamente per riportare tutto a percorsi e prenotazioni per chi ha bisogno anche fronteggiando una grande carenza di personale: nonostante l'assunzione di 500 unità durante il Covid, 230 sono andate in pensione. La gestione è cosa complessa, non è una cosa che si governa con la bacchetta magica».

Su Linkedin la D'Alessandro ha scritto: «Manager, no maghi. Ho sempre voluto gestire non fare magie strane. Un manager deve poter programmare, deve avere squadra e strumenti e dovrebbe avere le istituzioni tutte al suo fianco per il bene della comunità. Almeno in sanità servirebbe l'unità di intenti. In fondo tutti passiamo da queste strutture e tutti dovremmo volere il loro funzionamento reale a favore di tutti. Per fare sul serio serve tempo, fiducia e poche distrazioni dal risultato finale. La pandemia lo sta dimostrando. Chi rema a favore e chi contro l'obiettivo finale ormai è facile da distinguere».