Unire la storia, la memoria di quello che è stato ed ha rappresentato con l'ambiente, e il tema del futuro: l'ecosostenibilità. Potrebbe essere questo un elemento di rilancio definitivo per l'ex campo profughi delle "Fraschette". Un'area verde, un parco che potrebbe diventare centrale come luogo di svago, senza edificazioni ma come un punto di riferimento per le famiglie, giovani e anziani. E soprattutto con bassissimi costi di realizzazione.
Come noto per l'area si è in attesa dell'arrivo di un finanziamento ministeriale di 500mila euro per il progetto "Bellezz@-Salviamo i luoghi culturali dimenticati" e che vede in questa sfida sin dall'inizio l'Ancp. Fondi che quando arriveranno, si è in attesa di un ampliamento delle ricezioni delle domande (questo l'augurio di tutti) serviranno per il recupero di una baracca per la realizzazione del Museo della Memoria, la messa in sicurezza della chiesetta e la ricucitura del muro perimetrale. E poi ultimati questi interventi? La gran parte dell'area resterebbe così com'è con le tante baracche e una montagna di cespugli e erba incolta per quasi l'intero anno. Ecco che allora si potrebbe pensare a realizzare, insieme a questo progetto di recupero, parziale, a trasformarlo in uno spazio da frequentare. Senza installare nemmeno un mattone ma sfruttando quello che l'area già offre. E cioè percorsi sterrati interni ben curati, installare panchine e tavoli in legno, giochi per bambini e attrezzature all'aperto per adulti. Oltre a posizionare tanti nuovi alberi negli spazi verdi così da creare un vero polmone verde ben tenuto e curato. Tale da diventare soprattutto nel periodo estivo luogo di ritrovo per tutte le fasce di età e i tanti che amano fare attività sportiva all'aperto. Unendo questo con quello che già c'è e cioè la memoria del luogo che avrebbe tra l'altro garantito maggiore sicurezza visto che trovarvi qualche frequentatore è un miraggio tranne i gruppi di visitatori organizzati.
Se a questo si aggiunge che a ridosso nell'area esterna le baracche sono state recuperate con la presenza di un ostello e spazi espositivi ci sarebbero tutte le condizioni per un rilancio vero e definitivo. Dove si potrebbe garantire un'offerta unica: quella della memoria e quella dell'ambiente con uno spazio verde attrezzato. L'area è demaniale ma se qualcosa è stato fatto ad oggi lo si deve solo ai privati. La parola agli amministratori presenti e futuri dai quali oltre che i soliti e simili propositi ci si aspetta anche qualche progetto qualificante. come questo.