Frana di San Michele e quella del lungofiume: stilato il cronoprogramma degli interventi. Risultati in breve tempo e cantieri aperti: si accelera per raggiungere l'obiettivo.

Una macchina rodata, che ha già in agenda a breve termine cinque interventi, in contemporanea. A partire dai fronti più caldi. Un progetto ambizioso ma chiaro, quello affidato al vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Francesco Carlino.

Primo fronte: San Michele
La criticità maggiore è quella rappresentata dallo smottamento in zona San Michele, una frana che in realtà già c'era. Tanto da rientrare nel piano degli interventi messi a bilancio per il dissesto idrogeologico.
A gennaio scorso, però, le intense piogge hanno reso la situazione critica: parti di asfalto sprofondate del tutto, movimenti continui. Con la paura rinnovata dei residenti, anche per la presenza delle condutture del gas. Dopo svariati sopralluoghi, alla presenza di tecnici e amministratori, i primi sondaggi tecnici: non l'unico fronte da tenere monitorato.

Ricordiamo, infatti, che le indagini geologiche per lo studio degli interventi finalizzati alla messa in sicurezza del territorio, finanziati dal ministero degli Interni, avevano riguardato anche la zona di Caira nei pressi di via Lago dove il torrente Calcara negli ultimi anni ha eroso gli argini.

Il fronte più importante, senza ombra di dubbio, restava quello di San Michele. Prima i carotaggi un passaggio cruciale, come aveva spiegato il geologo e delegato all'ambiente Riccardo Consales poi la progettazione delle opere di messa in sicurezza. Da quattro a sei sondaggi vista l'espansione anche a causa delle continue e abbondanti precipitazioni dello smottamento.
Ora si entra nella fase operativa.

«La fase progettuale è terminata: a breve avrà inizio quella legata all'affidamento dei lavori. Espletati tutti gli adempimenti, nel giro di qualche settimana si darà il via attraverso la stazione unica appaltante al secondo step.
Per questa estate inizieranno i lavori» ha spiegato il vice sindaco con delega ai Lavori pubblici, Carlino.
«Cinque gli interventi previsti, tutti e cinque andranno in gara insieme nel giro di qualche settimana. Nei prossimi giorni cercheremo di organizzare una conferenza stampa per offrire i dettagli intervento per intervento» ha aggiunto.

Crollo della pista ciclabile
Non meno importante per estensione e centralità della zona interessata pure il crollo della sponda del fiume che ha tirato giù parte della pista ciclabile. A occupare le settimane successive al crollo improvviso dell'area gli aspetti tecnici, guardati al luminol anche grazie a una serie di sopralluoghi con esperti, referenti della Regione (come il geometra Carcione) e del Comune (il consigliere e vice presidente della commissione Ambiente del Comune, Riccardo Consales, e con il dirigente del settore, Mario Lastoria).

Né secondaria è apparsa la valutazione dei preventivi in grado di contemperare la qualità, la rapidità dell'intervento per il consolidamento e ovviamente i costi da sostenere. Dopo il crollo, avvenuto di notte e notato dai militari del capitano Scolaro, è poi emersa anche la presenza di una condotta delle fogne, una sorta di arteria realizzata per collegare una zona di San Pasquale, mai connessa. La messa in sicurezza della frana affidata all'Ardis è quasi completata.

«Stiamo ultimando il bypass realizzato proprio sul crollo, per allontanare il percorso dall'argine. Qualche giorno ancora e l'intervento sarà ultimato  - ha quindi sottolineato Carlino - Poi inizieranno i lavori di installazione del percorso fitness. Domani, tempo permettendo, è fissato un sopralluogo con l'impresa per individuare i punti in cui verranno sistemate le attrezzature. Senza ulteriori costi andranno spostati alcuni pali della luce che sono già presenti sulla pista, per rendere illuminata la zona del bypass. Da lì verranno installati 18 attrezzi del percorso fitness, per oltre un chilometro, che ora sono in magazzino. Con l'obiettivo di ultimare tutto prima della fine del mese».