Prima un colpo. Poi a distanza di qualche minuto un altro. E un drone che vola intorno al carcere di Frosinone. Così si scopre un tentativo di introdurre cellulari all'interno della casa circondariale di via Cerreto.

Non è la prima volta che si trovano dei telefonini all'interno della struttura o che si prova a inviarli.
Ma mai, finora, era successo di utilizzare mezzi così sofisticati pur di bypassare la sorveglianza della polizia penitenziaria.

L'allarme è scattato giovedì sera verso le ore 23.50.
Il personale della polizia penitenziaria in servizio si insospettiva per il forte rumore proveniente dall'esterno.
Subito scattavano una serie di accertamenti, anche con l'ausilio di una pattuglia dei carabinieri intervenuta per controllare l'ester no del penitenziario. Così veniva scoperto un drone che in quel momento sorvolava l'istituto. Il drone conteneva tre telefoni cellulari, evidentemente destinati ai detenuti di alta sicurezza.

«Grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria si è potuto sventare il tentativo d'ingresso degli smartphone - denuncia la Cgil Funzione pubblica di Frosinone e latina con Vittorio Simeone - Va dato giusto riconoscimento al personale che ha svolto le proprie funzioni istituzionali con encomiabile prontezza e nonostante le avverse condizioni operative in cui era costretta ad operare: un solo agente era infatti addetto alla sorveglianza di due sezioni».

Secondo la Cgil «il grave episodio conferma l'assolta urgenza di porre termine alla pratica dell'abbinamento di più sezioni con particolare riguardo alle sezioni ove sono custoditi detenuti ad alta sicurezza. La Funzione pubblica Cgil ha interessato i vertici del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria affinché siano adottate urgenti iniziative al riguardo. Occorre evitare che il personale penitenziario sia posto in condizioni critiche nell'assolvere alle funzioni di custodia e sorveglianza all'interno dell'istituto».