Papà Guglielmo sarebbe stato in prima fila, come sempre. Con gli occhi lucidi avrebbe ripercorso in una manciata di minuti vent'anni di dolore e sete di verità.
Non sarà così. Ma oggi pomeriggio, alla commemorazione di Serena Mollicone nel ventennale del suo omicidio, la presenza di Guglielmo, scomparso lo scorso anno, si sentirà lo stesso, si avvertirà la suadeterminazione apretendere giustizia, a sapere chi e perché ha ucciso sua figlia. E mentre le udienze del processo in corso a Cassino si susseguono rapidamente (imputati l'ex comandante della caserma di Arce Franco Mottola, il figlio Marco, la moglie Anna Maria e gli ufficiali Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano) oggi è ilgiorno del ricordo.

A Fontecupa, la località dove quel il primo giugno 2001 fu trovato il corpo di Serena, si terrà la cerimonia di commemorazione. Niente pubblico, solo poche autorità e i familiari della ragazza. Il sindaco di Fontana Liri Gianpio Sarracco ha fissato l'appunta mento alle 16.30. «Il Comune, in accordo con i familiari di Serena e grazie al coordinamento della giornalista Angela Nicoletti, ha promosso questa iniziativa per rendere omaggio e ricordare Serena, ma anche e soprattutto per chiedere che si faccia luce e giustizia su una vicenda oscura, che dopo venti anni ancora è in cerca di verità dice Sarracco Una verità che si deve perseguire sia per rispetto della legge ma anche per non deludere la perseveranza del padre Guglielmo Mollicone».

In mattinata, invece, la memoria di Serena è stata protagonista a Sora, dove il liceo linguistico e delle scienze umane "Vincenzo Gioberti" le ha intitolato l'auditorium. Lo hanno deciso il Comune di Sora e l'istituto superiore accogliendo la proposta dell'associazione culturale no profit "Iniziativa Donne".
La cerimonia d'intitolazione si è tenuta in forma privata alle 11, alla presenza della famiglia Mollicone, del sindaco Roberto De Donatis, della dirigente scolastica Clelia Giona e dell'associazione "Iniziativa Donne".

«Il liceo "Gioberti" era la scuola di Serena, una giovane piena di vita e di amore verso il prossimo - dice De Donatis -. Uno spazio importante della sua scuola porterà per sempre il suo nome, una scelta condivisa con la dirigente scolastica. Ringrazio "Iniziativa Donne", socia dell'Associazione nazionale toponomastica femminile, che già un anno richiese l''intitola zione facendosi interprete del profondo affetto che la città di Sora nutre per Serena». E oggi, su iniziativa della cugina di Serena, Gaia Fraioli, in molte piazze d'Italia verranno esposti striscioni con la scritta "Serena vive".
Perché la morte della ragazza di Arce è una ferita aperta per tutto il Paese.