Il 2020 ha consegnato, in generale, un bilancio di demografia imprenditoriale in ulteriore ridimensionamento con una natalità fortemente rallentata per diversi fattori. Al 31 dicembre dello scorso anno, in provincia di Frosinone, risultano 48.639 imprese registrate, delle quali 39.923 attive (82,1% del totale); ammontano a 2.275 le nuove iscrizioni (pari ad un tasso di natalità del +4,72%, in rallentamento rispetto al +5,66% riferito al 2019), a fronte di 1.967 cessazioni non d'ufficio (per un indice di mortalità dello 4,08%, anch'esso in rallentamento rispetto al 5,03% dell'analogo periodo precedente).

Il bilancio annuale è positivo per 308 unità in più, in linea con la precedente annualità, per un tasso di crescita che si attesta al +0,64%, replicando appunto le dinamiche targate 2019. Nonostante gli esiti algebrici complessivi risultino invariati, di fatto, gli effetti della pandemia in atto determinano un mutato clima economico in termini di demografia imprenditoriale, in quanto si realizzano significative variazioni delle dinamiche di alcuni segmenti, che risultano decisivi sull'esito complessivo.

Tra le più rilevanti, si evidenzia la performance delle Costruzioni la cui progressione positiva in corso d'anno genera un rimbalzo senza precedenti (177 unità in più, +2,52% la variazione dello stock, a fronte del +0,72% riferito al 2019), che spiega il 60% dell'avanzo riferito all'intero universo imprenditoriale (a fronte del 17% riferito al l'anno precedente). Segue, in maniera del tutto inconsueta in serie storica, il segmento delle attività di Consulenza aziendale, che mostra una decisa accelerazione mettendo a segno il secondo migliore risultato (66 unità aggiuntive, a fronte delle 28 targate 2019).

Le attività connesse al segmento dell'Informatica, come la Produzione di software e i Servizi di elaborazione dati, registrano un significativo rimbalzo con elevata probabilità riconducibile all'effetto Covid, in ragione della necessità da parte delle imprese di potenziare la componente digitale nell'ambito della proprio organizzazione aziendale. Inoltre, in chiusura d'anno, l'Industria torna su un sentiero positivo, grazie al significativo contributo delle attività di Riparazione, manutenzione e installazione di macchinari; altresì, si evidenzia la minore perdita delle attività commerciali, determinatasi grazie al contributo dell'ingrosso, mentre le attività al dettaglio rimangono in area negativa.
Le attività di Ristorazione ed i pubblici esercizi hanno chiuso l'anno sotto tono: appena 20 imprese in più rispetto al 2019.