Il gruppo Stellantis ha iniziato a muovere i primi passi verso una riorganizzazione della rete di distribuzione in Europa. Nessuna intenzione di azzerare il network di concessionari ma la necessità di allineare le attività commerciali alle nuove disposizioni normative europee.

Ci saranno due anni di consultazioni per costruire un nuovo schema in occasione della revisione del regolamento europeo di esenzione per categoria 330/2010, che scade nel 2022 ma la Commissione europea dovrebbe presentare una bozza entro l'estate.
Ma per qualcuno, a partire dal mese di giugno, questa grande mossa potrebbe portare a ridurre il numero di concessionari. Non è esattamente così, in realtà appare anche e soprattutto come una opportunità. E nel territorio ciociaro? In realtà, la novità non è affatto vissuta come una sorpresa.

A spiegare le dinamiche nel dettaglio è il presidente del Gruppo Eco Liri, Davide Papa. «Stellantis ha revocato l'attuale rete di concessionari in Europa perché deve riscrivere il nuovo contratto sulla base di quello che dovrà accadere tra due anni in Europa. In questo arco di tempo cambieranno le regole del sistema sia di distribuzione delle vetture che di assistenza alle stesse vetture e, quindi, Stellantis si sta anticipando per rispondere alle nuove regole che entreranno tra due anni. Questo consentirà sempre a Stellantis di rivedere i propri dealer e, forse, da qualche parte di aggiungere, da qualche altra di ridurli».

Non c'è alcuna preoccupazione per il territorio? «Assolutamente no, avevo già notizia continua Papa di questa manovra. Ci sono concessionari che tranquillamente potranno investire tutto perché hanno già dei progetti in essere con il mondo Stellantis, me compreso, per cui non vedo alcuna preoccupazione.
Sicuramente, in qualche caso, qualche collega dovrà rivedere un po' la propria organizzazione laddove continuerà a lavorare con Stellantis. Non è che oggi i concessionari del gruppo "Fiat", per intenderci, posso pensare di vendere domani le auto del gruppo Psa.
Le vetture del gruppo Stellantis avranno concessionari specifici di ogni marca che posso essere separati».

E voi continuerete con la vostra organizzazione? «Attualmente, per come stanno le cose, sì. Poi, da qui a due anni, se ci saranno altri cambiamenti in essere noi saremo pronti a rispondere»

I cambiamenti li vede positivamente? E un ampliamento della gamma?
«Se ci sono i presupposti la gamma dei marchi si potrà ampliare, se ci sono i presupposti siamo pronti a investire. Invece, per quanto riguarda i prodotti di ogni singolo brand li aumenteranno perché ci sarà e si vedrà un piano industriale per i prossimi cinque anni molto importante».

Hai qualche anticipazione?
«Nooo». E sorride. Ma, intanto, mentre più di qualcosa bolle in pentola per i prossimi cinque anni dove la strategia dell'automotive seguirà strategie diverse, gli operai di Cassino Plant restano in cassa integrazione e vivranno i tre mesi estivi con parecchi giorni di "ferie forzate". Buste paga ridotte e un potere di acquisto che cala e si fa sentire su tutto il territorio.

C'è chi spera che sia l'ultima apnea prima dell'autunno quando il Grecale sarà protagonista anche se non porterà a saturazione lo stabilimento. Ma tre modelli al posto di due potrebbero far avvertire la differenza.
Il prezzo più alto lo sta pagando l'indotto metalmeccanico che è ormai a corto di energie.
Al contempo, nell'area industriale iniziano ad affacciarsi nuove realtà che stanno spingendo l'acceleratore sul futuro.