M.C., 27 anni, di Fiuggi, nel 2014, nel percorrere alla guida del suo veicolo la S.R. Anticolana, aveva subito un incidente stradale finendo fuori strada e contro un palo, a causa di un veicolo investitore che subito si era allontanato senza che fosse stato possibile rintracciarlo. L'automobilista, inizialmente soccorso da altre persone presenti e poi grazie all'intervento dell'ambulanza del 118, sopraggiunto all'ospedale di Frosinone riceveva le cure mediche necessarie per le ferite riportate.

Oltre alle lesioni e poi ai danni subiti al veicolo, il giovane automobilista, dopo l'effettuazione di prelievi ematici ed analisi richieste dalle forze dell'ordine intervenute successivamente al fatto, venne denunciato per guida in stato di ebbrezza per superamento dei limiti di legge del tasso alcolemico, con l'aggravante di aver provocato un incidente. Il giovane però, che lamentava di non aver provocato il sinistro, ma di averlo semmai subito, contestò gli esiti degli accertamenti perché da un ulteriore esame del campione di analisi effettuato in una diversa struttura ospedaliera, richiesto dalle stesse forze dell'ordine, il tasso alcolemico era risultato diverso, inferiore, e quindi erano sorti dubbi sulla correttezza ed affidabilità del dato delle analisi.

Assistito e difeso dall'avvocato Dario Simonelli, dopo aver presentato ricorso e riottenuto la patente di guida dal Giudice di Pace, nonché l'annullamento dell'obbligo di sottoporsi all'ulteriore iter di analisi da produrre al giudizio della commissione medica locale ha ottenuto una sentenza con cui è stata accertata l'assenza di responsabilità in ordine alla verifica dell'incidente causato dal veicolo pirata e stabilito il diritto al risarcimento dei danni a carico del Fondo di garanzia per le vittime della strada per 6.000 euro.

Restava però la denuncia per guida in stato di ebbrezza nonostante l'incidente non fosse stato causato dalla sua condotta e nonostante le incertezze degli esiti delle analisi così come rilevato anche dal proprio medico legale. Ebbene, dopo aver presentato opposizione al decreto penale di condanna con cui gli era stata comminata la pena di 11.000 euro di ammenda, oltre alla ulteriore sospensione della patente per un anno, il Tribunale penale di Frosinone, con sentenza del 5 maggio, in accoglimento delle eccezioni della difesa, ha assolto con formula piena il giovane perché le analisi, i cui esiti erano stati subito contestati, erano state effettuate senza l'avviso di possibilità di essere assistito da un avvocato.